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SIAMO UNICI

Siamo unici 

I servizi studi di camera e senato hanno predisposto un dossier sulla legge europea ‪2019-2020‬ dove si legge:
Viene, infine, sottolineato che nessun Paese europeo aderente all’IFHA e all’UET ha chiesto il riconoscimento delle qualifiche professionali ippiche ai sensi della direttiva 2013/55/UE, risultando, da una verifica sulla banca dati delle professioni regolamentate in Europa, che solo l’Italia ha inserito le professioni in parola nel campo di applicazione della direttiva 2005/36/CE (modificata dalla predetta direttiva 2013/36/CE).
 
Siamo stati gli unici quindi i migliori? 
No perché questo inserimento causa:
Il riconoscimento per tali professioni secondo le modalità richieste dalla normativa europea renderebbe più difficoltosa la circolazione dei professionisti del settore ippico, richiedendo la necessità di un passaggio attraverso lo sportello unico. Risulta, altresì, di difficile applicazione l’attivazione e il transito degli operatori per l’IMI (sistema di informazione del mercato interno), sistema che richiede tempi più lunghi rispetto a quanto si necessita per l’attività ippica, a dispetto di quanto previsto dagli accordi internazionali che permettono la libera circolazione dei professionisti sulla base di una semplice attestazione rilasciata dal Paese di provenienza. Gli accordi internazionali prevedono, per esempio, la possibilità di sostituire il professionista anche il giorno della gara, ipotesi non contemplata dalla direttiva 2005/36/CE (modificata dalla direttiva 2013/55/UE).
Di solito siamo sempre gli ultimi ad adeguarci, ma quando siamo i primi è un fatto peggiorativo!
RedandBlack

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