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Addio a Glauco Cicognani, un signore e un ippico a tutto tondo

Ieri 8 gennaio 2019 si è diffusa la notizia della morte improvvisa di Glauco Cicognani.
Scompare un Signore ed un Ippico a tutto tondo che ha portato lustro all’ippica italiana.
Per ricordarlo riportiamo lo stralcio di un articolo pubblicato sulla “Gazzetta dello Sport “esattamente l’8 gennaio 2005, scritto da una delle firme storiche dell’ippica italiana, Sandro Cepparullo in occasione di un inizio d’anno strepitoso:
“Il suo nome è però tornato in copertina in questo avvio di stagione. Quasi un record il suo: 8 vittorie su 9 corse disputate, almeno fino a mercoledì. Quasi un enplein se non fosse stato per Eltar Grif che alla 7a corsa di Capodanno gli ha rovinato la serie finendo quarta dopo i successi di Florentia Caf, Falò Pl e Abacus Bi. Uno strike ripreso il giorno dopo con Earth of Ans, Flipper Gar, Eau Vive Ans, Flok di Azzurra e infine proseguito mercoledì con Evviva Ac nell’ unica corsa disputata a Tordivalle, la pista di casa.”

Riportiamo ora l’inizio dell’articolo, il cui testo completo può essere reperito sul sito della “Gazzetta dello Sport” nella sezione “Archivio Storico” e ringraziamo la redazione ippica che ha permesso di pubblicare il testo:

“Glauco Cicognani ha 46 anni e da quando ne aveva 18 ha in tasca la licenza di driver. Del trotto ne ha piene le orecchie, le mani e la vita dal giorno in cui cominciò a dire le prime parole e il padre Alfredo, il grande «Braccio d’oro», lo issava sulla balaustra che separa la pista dal recinto delle scuderie. A due anni e mezzo i pony, un po’ dopo l’equitazione e con quella la scuderia, i primi attacchi e le prime lezioni. Un destino praticamente segnato. E non malvagio visto che gli ha riservato un Derby (Sec Mo nel 1995, dopo averlo sfiorato l’anno prima con Ricettatore battuto beffardamente dalla meteora Re dei Jet), due Italia, il Gran Criterium, l’Allevatori, il Città di Napoli, Poule e criteria a raffica, se è vero che in carriera ha raccolto poco meno di 40 gran premi. Ma della vita ha provato anche l’angolo stretto, quello da cui molti non escono più: «Nel 1993 stavo per chiudere scuderia. Non avevo un solo cavallo e mi chiedevo cosa ci facessi lì. Mi chiedevo davvero se era ancora il mio mestiere. Arrivò Ricettatore, acquistato in società con alcuni amici, e la mia vita professionale riprese la forza delle cose che fai con convinzione e con piacere…………….”

In queste ultime parole vi è la perfetta rappresentazione dell’ippico di razza, quello che non si arrende mai e che spera e s’impegna al massimo perché il prossimo cavallo potrebbe essere quello giusto, quello che taglierà per primo il traguardo del Derby.
In questo periodo dove tutta l’ippica sta provando “l’angolo stretto” speriamo di seguire le sue orme rilanciandosi alla grande verso una vittoria per tutti.
Un ricordo, una preghiera e condoglianze alla famiglia.

Organismo Ippico Italiano

Ritornando alle tristi cose attuali, l‘ippica romana in particolare ma quella italiana in generale attendono sviluppi dalle varie riunioni che si susseguono senza fine, in un curioso rapporto “a trois” (Hippogroup, Comune di Roma,  Mipaaft) dove le parti in commedia sono chiare:

  • Attore 1: non vuole pagare il canone pieno
  • Attore 2: non vuole rinunciare a 2,5M e spera di resettare il tutto
  • Attore 3: ha risorse limitate e si impegna giornalmente per farle diminuire

Altro giro di valzer e gli increduli cavalli guardano attoniti dai box questo balletto.

RedBlack

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