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Al Mipaaf dei buoni decreti se ne perdono sempre le traccie

Quando si sbaglia, bisogna riconoscerlo.

Ieri avevamo detto che già in passato era stata indetta una gara per pubblicizzare l’ippica e questa aveva un importo di 3M, non era corretto, infatti, l’importo era di quasi 2M.
Il tutto era contenuto in un decreto (Prot. N.34509 del 03/12/2013) dove era specificato che :

“Il quadro economico di progetto è preventivato in complessivi euro 1.600.000,00 (Iva esclusa)”

Il prodotto di questo intervento è passato come acqua sul vetro, anche se le premesse erano perfettamente declinate:

CONSIDERATO che l’intero comparto ippico, patrimonio della cultura nazionale e parte integrante del sistema economico e sociale del nostro Paese, subisce un costante indebolimento a causa del progressivo venir meno del rapporto fra popolazione ed eventi ippici e fra ambiente allevatoriale e società civile;
RITENUTO che tale fenomeno negativo possa essere contrastato attraverso una mirata campagna di comunicazione tale da determinare un sistema di emozioni ampio e incisivo e attrarre nuovi appassionati e potenziali operatori del settore ippico; così come appare possibile ridurre il divario fra le potenzialità economiche e sociali del prodotto dell’ippica e la negativa percezione che l’opinione pubblica ha della stessa;

Visti i risultati catastrofici, riproponiamo quanto fatto nel 2013 per non ripeterlo :

CONSIDERATO che lo strumento più diffuso e capace di penetrare nel tessuto sociale, non solo degli adulti ma anche delle giovani generazioni, sono le reti televisive nazionali mediante l’attivazione di spazi informativi dell’intero mondo del cavallo nei suoi molteplici aspetti;
CONSIDERATO che un recupero nel rapporto della società civile con il mondo del cavallo e, più specificatamente, con l’aspetto sportivo delle corse, può produrre un incremento delle entrate dello Stato per il tramite delle scommesse ippiche, oggi in costante contrazione;
CONSIDERATO che i servizi televisivi sono forniti da pochi operatori in grado di garantire la diffusione delle immagini sull’intero territorio nazionale, tra cui i più rappresentativi possono essere individuati nelle seguenti aziende: RAI, MEDIASET, DISCOVERY, CAIRO LA7, SKY, AXN, DE AGOSTINI EDITORE, DIGICAST, FOX e GRUPPO LT MULTIMEDIA;
RAVVISATA la necessità di sviluppare azioni di comunicazione televisiva, spazi in convenzione e coproduzione di programmi ad hoc e di selezionare tra i citati operatori radiotelevisivi il soggetto cui affidare il servizio richiesto.

Speriamo bene.

Con l’occasione si segnala che si sono perse le tracce di tutti i passaggi successivi alla pubblicazione del decreto per la ricerca del Supergiudice del Trotto e coordinatore TRIS.
A dire il vero, le corse continuano con assurdità varie e le TRIS e assimilati vanno piatte come sogliole, esattamente quando era in servizio l’esperto.
La domanda sorge spontanea, oltre al vincitore del concorso a chi giova nell’ippica questa funzione?

RedBlack

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