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Entro breve si avrà una risposta alla domanda base di questo inizio del 2019: riapre Capannelle?

La risposta sarà semplice, speriamo, riapertura o chiusura.
Non ci saranno vinti o vincitori dopo questo braccio di ferro: avrà vinto o perso l’ippica italiana.
A oggi esiste un solo dato di fatto, da tre mesi l’ippica a Roma è stata cancellata.

Ognuno può avere la sua idea su chi abbia le maggiori responsabilità di questa situazione tra i due contendenti (Comune di Roma e Hippogroup) e il convitato di pietra (Mipaaft).
La nostra opinione è che nessuno dei tre interpreti ha fatto una buona figura, e che ognuno ci ha messo la massima volontà per ostacolare una risoluzione condivisa prima che la situazione precipitasse.

Ogni parte in causa ha cercato, legittimamente di avere vantaggi (economici, politici, di visibilità) a discapito della filiera e degli operatori ippici.
Molti operatori ippici e dipendenti sono poi stati, dispiace dirlo, strumentalizzati da uno dei tre interpreti della tragedia e si sono illusi di essere loro i protagonisti, risultando solo delle comparse che recitavano un ruolo agli ordine del proprio regista per mantenere alcuni vantaggi particolari a discapito dell’interesse generale.

Ora esiste un altro grosso rischio: che si arrivi a un’apertura atempo” cioè fino a settembre.

Il fatto veramente grave, che più dovrebbe indignare gli ippici, è che probabilmente il motivo che porterà all’apertura anche solo per pochi mesi dell’impianto non saranno le corse dei cavalli ma l’estate dei concerti romani.
Infatti  bisogna faticosamente arrivare a tenere aperto l’impianto fino a settembre, non purtroppo per il Derby e le corse, ma per non far fallire l’estate romana dei divertimenti.
Il danno d’immagine (Comune) ed economico (Hippogroup) per la chiusura estiva e la mancata effettuazione degli spettacoli interessa una platea di fans molto più vasta che quella ippica.
Ormai da mesi è partita la macchina pubblicitaria per questi eventi, probabilmente sono già stati firmati contratti e venduti biglietti, dichiarare il game over adesso sarebbe deleterio.
Pochi sono gli ippici, molti i fans dei concerti, probabilmente una sola manifestazione avrà più spettatori di tutte le riunioni di corse di trotto e galoppo tra aprile e agosto.

Un accordo ponte potrebbe far felici tutti:

  • Il Comune che salverebbe l’estate dei concerti, e con le elezioni a maggio sarebbero contenti;
  • Hippogroup che avrebbe un introito molto più remunerativo rispetto all’ippica;
  • Il Mipaaft, che da quest’anno si occupa anche di turismo, quindi perfettamente allineato.

Del resto come si dice nella provincia d’origine del Ministro:

piuttosto che niente, meglio piuttosto

RedBlack

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