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Bravi, ma basta!

Stiamo entrando nell’ultimo trimestre e sicuramente qualche bello spirito gonfierà la zampogna innalzando lodi alla passata amministrazione sventolando il nulla degli obiettivi raggiunti, per screditare i nuovi arrivati.
Mettiamo in fila i punti che non possono essere ribaditi nel 2020, frutto delle menti brillanti degli unti del Signore approvati con enfasi dalla claque ministeriale e dagli Avatars mediatici.
Sono stati bravissimi ma adesso basta.
Hanno venduto fumo come pochi prima di loro, facendo se non danni, perdere tempo per il rilancio del settore. 

Basta con:

– una programmazione del calendario assurda che non ha tenuto conto della distribuzione dei cavalli sul territorio nazionale e che ha risposto in alcuni casi a logiche amicali. 

– il massacro, tecnico e di selezione, dei GP del trotto con il paravento di bandi, i cui risultati sono avvolti nel mistero, utili solo a distribuire premi, con il bilancino di democristiana memoria. 

– il mancato controllo reale dei giudici e delle giurie, con il rigore solo verso gli “altri” salvaguardando gli amici. 

– una distribuzione dei soldi agli ippodromi attraverso un decreto assurdo, che ha elargito soldi solo perché negli anni precedenti si sono svolte un certo numero di corse, a prescindere dai servizi resi agli operatori, dimenticandosi anche dei centri di allenamento. 

– la proposta di piani di rilancio, da attuare nel mese del poi e nell’anno del mai, di 5 pagine mal scritte o copiate in ogni caso contenenti il nulla ancorché colorato 

– con la spocchia di quelli che hanno ripetutamente respinto progetti di riforma articolati, tacciando gli altri d’incapacità, ritenendosi gli unici depositari della verità, raccogliendo in verità solo il consenso degli adulatori professionali e dei molti “se stessi” declinati con nomi di fantasia. 

Di tutto questo non abbiamo bisogno per il 2020.

Speriamo che s’inizi un percorso di confronto basato sulla “competenza“, che potrebbe essere anche aspro ma discusso tra persone, con opinioni diverse, ma esperte.
Siamo stufi di nominati per meriti (quali?) i più strani e non certo per competenza ippica

RedBlack

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