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Breve riepilogo sul rilancio dell’ippica da parte del Mipaaft

Le speranze per il rilancio dell’ippica sono dai più riposte nelle capacità del Ministro e dei suoi collaboratori.

Tralasciamo, per amor di patria, alcuni pilastri necessari al rilancio del settore perché ormai abbandonati, rimandati, ignorati, affidati alla divina provvidenza:

  • Riforma delle scommesse:(abbandonata) perché di competenza MEF, quando anche i più sprovveduti sanno che è compito oggi del MIPAAFT (ieri dell’UNIRE) proporre quanto sarebbe necessario e in seconda battuta al MEF e AAMS approvare e rendere operativi. Ma parlare di scommesse non fa raccogliere consensi e quindi silenzio.
  • Riforma tecnica del settore: (rimandata) arrivederci nel 2020, nel frattempo ci si affida ai consiglieri degli ultimi anni che non hanno prodotto un segno più nemmeno per sbaglio quindi come diceva Totò “Arrangiatevi”. Cercate di sopravvivere e arrivare al 2020;
  • Decadimento della credibilità delle corse : (ignorato ) tutto funziona perfettamente, tutte le corse sono controllate al massimo, gli incaricati non sbagliano mai e il calendario annuale è un pilastro che non può minimamente essere messo in discussione. Siamo su “scherzi a parte”.
  • Montepremi: (divina provvidenza) il capitolo che ogni anno alimenta il montepremi è affidato alla generosità del MEF che è sicuramente meno attento alle preghiere della divina provvidenza. Nessuno può sapere fino a novembre dell’anno in corso le risorse per quello successivo alla faccia della programmazione!

Analizziamo, però, nel dettaglio la situazione ippodromi.
Da più parti questi vengono tacciati di essere, nella migliore delle ipotesi, dei “parassiti” che sottraggono risorse a tutta la filiera e che vi sarebbe necessità di veri imprenditori per rilanciarli.
Partiamo da un punto molto semplice, senza ippodromi non ci sarebbero le corse, quindi sono necessari, migliori ma necessari.
Servirebbero dei veri imprenditori che investano negli ippodromi per renderli più accoglienti, efficienti e moderni.
Il problema è che un imprenditore, di quelli veri, deve almeno avere delle certezze sugli introiti sia nella quantità sia nei tempi, argomenti del tutto alieni nel panorama ippico.
La certezza nelle risorse deve esserci su più livelli, partendo dalla totalità delle risorse possibili e dei parametri su cui fare meglio della concorrenza per avere più risorse, quindi una sana concorrenza.
Nell’ippica tutto questo non esiste, le risorse sono conosciute di anno in anno e i parametri su cui incrementare gli introiti, ad oggi, non sono nella disponibilità degli imprenditori ma del Ministero.

Si è aperta questo mese la stagione dei bandi che coinvolgerà Napoli, Roma e speriamo Palermo, quindi alcuni cardini fondamentali dell’ippica italiana.
Ad oggi gli eventuali nuovi imprenditori dovrebbero formulare offerte senza sapere:

  • Le modalità su cui saranno calcolate le entrate dispensate dal Ministero, unico cliente;
  • Quando potranno essere sottoscritti i contratti;
  • Se i centri di allenamento saranno remunerati o meno;
  • L’impossibilità di incrementare le entrate poiché i parametri utilizzati come base di calcolo saranno scelti dal Ministero.

E’ chiaro quindi che gli investitori esterni all’ippica si terranno logicamente a distanza e saranno i soliti noti a partecipare, più che imprenditori sono appassionati d’ippica.

RedBlack

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