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Capannelle chiude e scommesse sempre più. Prelievi al cobalto non eseguiti, perché?

Chi ben inizia è a metà dell’opera!
Dopo il primo mese dell’anno, il trend della diminuzione degli introiti dell’ippica segna un meno 30.000 € al giorno rispetto al 2018.
Quindi circa 1M al mese di conseguenza circa 12m all’anno, il solito disastro.
Una riflessione su questi dati.

Movimento e ricavi dalle scommesse (dati Aams, schema nell’home), al 31 gennaio 2019, rispetto al corrispondente periodo 2018, continuano a scendere e il danno erariale ad aumentare:

  • Il dato dei due totalizzatori è pari a –19,07%;
  • La quota fissa registra un +44,47% per un minor ricavo però di € 100.655;
  • Il movimento dalle scommesse a riferimento segna –35,74%;
  • Il minor ricavo giornaliero (tot ippico+ tot nazionale+quota fissa+riferimento) è di € 30.735, pari a un meno € 11.187.536 in proiezione annua;
  • Il danno erariale è di € 439.270 pari a – 14,88% rispetto al 2018;

Dati idonei per far fallire un’azienda.

Non c’è poi da stupirsi se il palinsesto di gennaio e febbraio è stato disastroso, “inquinato” dalla presenza delle giornate di Roma.

Era palese che non si sarebbe corso a Capannelle, come del resto correttamente HIPPOGROUP aveva comunicato con lettera ufficiale e ribadito anche ieri con un comunicato stampa (all.to 1), ma qualcuno ha voluto fare, per dirlo alla romana: er più!
Purtroppo a causa di qualche “ignorante” (nel senso che ignora totalmente l’ABC dell’ippica) continua il calo delle risorse dell’ippica.
Si possono fare tutti i discorsi di questo mondo ma se non s’inverte il trend delle scommesse, prima contenendo le perdite poi cercando di riportare il segno più sui ricavi non possiamo avere un futuro.
Il primo passo è evitare che il futuro delle risorse ippiche sia deciso da chi nulla conosce del settore, purtroppo ora ai cantori a gettone (1 euro a partente), sdraiati a pelle d’orso i cui consigli negli ultimi anni hanno devastato gli introiti della filiera, si sono aggiunti come abbiamo detto degli “ignoranti” in campo ippico ma ferratissimi nell’utilizzare gli ippici per cercare di crearsi un futuro, vergogna.

Intanto si complica il problema Capannelle, solo i soliti “struzzi”, capaci di mettere la testa sotto la sabbia per non vedere i problemi che li circondano beandosi di partecipare a riunioni, illudendosi di contare qualcosa, non se ne sono accorti, come abbiamo detto ieri, siete autisti di un bus vuoto, parcheggiate e andate a casa.

(Marco Folli, Francesco Gragnaniello, Team Minopoli, Nicola Merola, Raffaelle D’Alessandro, Marcello Vecchione, Leonardo Vastano, Marco Montana)

Prelievi per la ricerca del cobalto non eseguiti, perché?

Abbiamo avuto la segnalazione che nei gruppi 1, di trotto, disputati nella seconda metà di dicembre non sono stati fatti i prelievi aggiuntivi per la ricerca del cobalto.
Approfondito il problema, abbiamo da sottoporre alcune domande al MIPAAFT  di vitale importanza per la regolarità delle corse.

Dal sito di ACCREDIA, ente che certifica le analisi di UNIRELAB (all.1), veniamo a sapere che dal 14/11/2018 il laboratorio è abilitato ad eseguire i controlli del cobalto nel sangue, quindi  è corretto non aver eseguito prelievi aggiuntivi visto che non c’è più la necessità di mandare i campioni in Francia.
Quindi la logica, e l’obbligo di controllare i campioni per le sostanze vietate da regolamento, vuole che dal 14 novembre TUTTI i campioni di sangue prelevati post corsa in tutte le corse svolte, siano stati analizzati per la ricerca del cobalto.
Esiste lo strumento, esiste il metodo, i prelievi di sangue post corsa sono idonei a essere utilizzati per le analisi, esiste il regolamento che obbliga al controllo, quindi TUTTI devono essere stati controllati.

Questo è successo? Chi può, magari la Task Force che si riunisce tutti i giovedì, chieda di avere i risultati dei controlli effettuati sul sangue per il cobalto da novembre a fine gennaio, il laboratorio è certificato, tutto è tracciabile quindi non è possibile barare.
Se per caso le analisi non sono state fatte su tutti i campioni chi ha deciso questo mancato controllo, due le possibilità:

  • UNIRELAB: come può il laboratorio unilateralmente limitare i controlli su alcuni campioni? Tutti devono essere analizzati allo stesso modo! Le analisi sono pagate per il controllo totale delle sostanze vietate.
  • MIPAAFT: qualcuno al ministero ha invitato il laboratorio a escludere alcuni campioni dai controlli completi? Sarebbe inaccettabile che esista qualcuno che può limitare i controlli senza nessun controllo.

Comunque è indispensabile sapere se i campioni sono stati fatti o in caso contrario chi ha deciso di limitare i controlli quindi limitare la trasparenza sui controlli e sulla regolarità delle corse!
Se c’erano problemi logistici c’erano a disposizione mesi per ovviarli, la certificazione non è un fulmine a ciel sereno ma pianificata mesi prima.

Dalla lettura del certificato di ACCREDIA risalta inoltre che non sono state certificate le procedure per analizzare il cobalto nell’urina!

I campioni di urina sono oltre il 70% dei prelievi post corsa, chi ha deciso che tutti questi campioni non debbano essere controllati per il cobalto? UNIRELAB o il MIPAAFT?

Lo strumento è lo stesso, le procedure molto simili al sangue, c’erano mesi di tempo per provvedere alla certificazione anche delle urine! Perché no? Qualcuno ha interesse a che i controlli siano incompleti o siamo davanti solo a superficialità e incompetenza?
Riassumiamo la vicenda cobalto in Italia:

  • Regolamento adeguato dopo 2 anni rispetto a tutta Europa
  • Analisi parziali (meno 1% dei prelevati) iniziate dopo 3 anni rispetto a tutta Europa (spediti in Francia)
  • Il laboratorio impiega un tempo assurdo per acquistare lo strumento e certificare le analisi;
  • Tutto è pronto e non si analizzano tutti i campioni potenziali, anzi oltre il 70% dei prelievi non può essere controllato;

Andare a fare passerelle in TV con giornalisti compiacenti o fare stand alle fiere non fa migliorare la qualità dei controlli e l’attendibilità del sistema.

Gli operatori vengono colpiti duramente se sbagliano i controllori mai!

Nella Task Force ci sono persone serie, chiedano conto di queste cose, lo devono a tutti gli operatori che aspettano un rilancio dell’ippica attraverso controlli effettuati su quanto il regolamento dispone.

Le domande sono semplici:

  • Dal 15/11/2018 tutti i campioni di sangue prelevati sono stati analizzati per il cobalto come obbligo da regolamento?
  • Chi ha deciso che il cobalto nelle urine non debba essere controllato nonostante l’obbligo regolamentare?

Ultima annotazione, con lo stesso strumento e metodo si possono controllare anche altre sostanze (es. Nikel) senza soglia ma di grande attualità, è stato fatto qualcosa o arriveremo dopo 2 anni anche qua.

Il tutto costa alla filiera circa 6M annui, ben spesi o no?

Organismo Ippico Italiano

All.to 1: Comunicato stampa Hippogroup

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