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C’è chi dice no. Ricavi dalle scommesse sempre più in profondo rosso.

In questa ippica dove imperversano avatar e claque ministeriali, dove ogni minima critica fa scattare la tagliola della rappresaglia, qualcuno ha detto no.
Tutto era stato ampiamente spiegato ma nulla è stato recepito.
La giornata di corse del 15 agosto al Garigliano è stata annullata per numero di partenti insufficiente.
Il motivo è da ricercarsi in una festa patronale in un paese limitrofo che avrebbe ostacolato in modo significativo la circolazione dei van dei cavalli.
Da qui il rifiuto dei trasportatori, il calo delle iscrizioni e l’annullamento.
Storie di ordinario pressapochismo, dove basta un problema per far inceppare il meccanismo.
Intervenire per ovviare anche agli inconvenienti annunciati è uno sforzo che non rientra nelle capacità dei responsabili ministeriali, figuriamoci poi riflettere sulle scommesse che vanno a rotoli, grazie anche a queste bravate, e i relativi introiti che continuano a segnare un meno 34.000 al giorno.

Ecco le cifre in dettaglio:

I ricavi nel 2019 proseguono nella loro inesorabile discesa. 
La diminuzione degli introiti dell’ippica segna un meno 34.336 € al giorno rispetto al 2018. Oltre 12m l’anno.

Nello specifico:
Movimento e ricavi dalle scommesse (dati Aams, schema nell’home), al 05 agosto 2019, rispetto al corrispondente periodo 2018, continuano a scendere e il danno erariale ad aumentare:

  • Il dato dei due totalizzatori è pari a –21,13%;
  • La quota fissa registra un +26,61% per un minor ricavo però di 818.775;
  • Il movimento dalle scommesse a riferimento segna un –43,18%;
  • Il minor ricavo giornaliero (tot ippico+ tot nazionale+quota fissa+riferimento) è di € 34.336, pari a un meno € 12.498.422 in proiezione annua;
  • Il danno erariale è di € 3.846.799 pari a – 19,12% rispetto al 2018;

Mentre per arginare la diminuzione degli introiti per l’ippica, servirebbe un progetto ad ampio respiro, per risolvere le altre problematiche, che sicuramente aiuterebbero gli ippici a vivere meglio, basterebbe un po’ di professionalità e del sano lavoro
Ma nessuno dei responsabili ippici, oltre a grandi promesse, sembra in grado di fare qualcosa.

O.I.I.

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