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COMUNICATO DA PADOVA

COMUNICATO DA PADOVA

Riceviamo e pubblichiamo

L’ippodromo di Padova ospita da anni un gruppo di allenatori, firmatari di questa lettera/appello, che costituiscono l’asse portante dell’impianto, un presidio di persone e professionisti/e che contribuiscono alla attività ma fors’anche alla vita stessa del “Breda”.

Diversamente l’intera area, da molti anni e fin ad oggi largamente dismessa a causa dei noti dissesti della Fondazione Breda, probabilmente oggi non sarebbe molto diversa da tanti ippodromi (o stadi di calcio, ecc) semi abbandonati: facile immaginarsi le metafore “terra di nessuno”, “non luogo”, ecc.

E invece nelle scuderie del Breda ogni giorno vive l’attività di uomini, donne e cavalli, che poi nelle giornate di corse ospitano ed incontrano il pubblico ed i colleghi veneti, emiliani, eccetera.

Il “Gruppo Coppiello” gestisce l’impianto, e da alcuni anni ha stipulato con noi allenatori “stanziali” un accordo che prevede la possibilità di utilizzare i box ed i servizi accessori ad un costo proporzionato alla qualità della struttura ed al livello tecnico delle corse che essa ospita: per intenderci, anche se appare intuitivo, non parliamo delle scuderie di Vincennes o di Ascot, ma di un medio ippodromo di provincia, in cui lavorano allenatori che non soggiornano stabilmente sulle prime pagine dei giornali e come tanti altri professionisti devono lavorare duramente tutta la giornata e tutto il mese per far tornare i conti.

A fronte di tutto ciò circa all’inizio del corrente 2022 il “Gruppo Coppiello”, adducendo aumenti di costi ed altre ragioni economiche (mai chiarite del tutto), ha chiesto a noi allenatori di modificare gli accordi per la gestione dei box, aumentando il canone mensile.

Abbiamo provato a far capire che un aumento sarebbe stato per noi pesante, poi, visto che dall’altra parte non c’era nessuna voglia di dialogare, recentemente abbiamo deciso di farci affiancare ed assistere dall’avv. Sergio Palombarini.

Non opponiamo un rifiuto radicale e inappellabile, ma eccepiamo due cose: 1) se aumento dev’esserci questo per forza di cose dovrà essere contenuto, 2) un eventuale aumento deve essere bilanciato da una puntuale e piena erogazione di tutti i servizi pattuiti, mentre così oggi non è, o comunque non lo è in modo pieno e soddisfacente.

Quello che sorprende è la reazione del “Gruppo Coppiello”, che di fronte a questa posizione dialogante e costruttiva ha ben pensato di opporre la seguente strategia: 1) non riscontrare le comunicazioni che gli allenatori inviano attraverso il loro legale, 2) imporre, tramite invio di avvisi di fattura, un aumento di oltre il triplo (!) del canone mensile dei box.

Non certo un esempio di tecnica di negoziazione !

Noi allenatori comunque non molleremo: cercheremo di far presenti le nostre ragioni, per continuare a lavorare e a far vivere l’ippodromo di Padova.

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