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Decreto ippodromi: una tragedia per l’ippica ma forse arrivano i soldi

Riprendendo l’argomento di ieri mattina dell’uovo di Pasqua, oggi è saltato fuori il decreto che pone le basi sui criteri di ripartizione delle risorse destinati agli ippodromi.(all.1)

Certo mettere una pezza al peggior decreto mai scritto in campo ippico, quello presentato il 29 gennaio 2019, di fatto, fotocopia di quello bocciato dalla Corte dei Conti, era un’impresa difficilissima pertanto non poniamo la croce addosso al capo dipartimento dott. Comacchio.
Ha cercato di rimediare alle nefandezze scritte e soprattutto ai criteri dimenticati dagli “ignoranti ippici” (che non conoscono l‘ippica) estensori del decreto madre.

Ecco alcuni criteri che sono stati cancellati e che non saranno remunerati:

  • Centri allenamento non più remunerati. Perché gli ippodromi dovranno tenerli aperti?
  • Al galoppo avere una sola pista in all weather da 1000 metri o diverse piste in erba di misure considerevoli saranno remunerate nello stesso modo;
  • Impianto d’illuminazione averlo o non averlo non porterà più soldi, anche se i costi aumentano. Perché allora investire in tecnologie migliori?
  • Le scommesse, sia quelle sul campo sia quelle esterne, non saranno più remunerate. Perché allora portare pubblico all’ippodromo?
  • Contano solo i cavalli partenti. Perché fare corse equilibrate quando conta solo il numero, a prescindere da quanti ne arrivano?
  • La mission del Ministro è portare gente all’ippodromo. Com’è possibile se tra un ippodromo con bar, ristoranti e servizi per il pubblico e un altro che non ha nulla non ci sarà differenza di remunerazione?

Queste sono solo alcune delle dimenticanze. Molte altre considerazioni seguiranno …… per spiegare che purtroppo dietro questo scempio c’è un preciso progetto di controllo delle risorse dell’ippica.

È stato detto che questo serve solo per il 2019 perché nel 2020 si entrerà nel paradiso terrestre disegnato dalla Task Force.

Onore al sig. Mazzuccato, anche se molte volte siamo stati su posizioni diverse per risolvere i problemi ippici, ha capito come la Task Force sia uno specchietto per le allodole, utilizzata da chi ha un disegno preciso di come servirsi dell’ippica per fini propri e non per rilanciare il comparto.

La differenza di spessore umano tra chi rinuncia a una nomina in cui credeva e chi invece entra senza nessuna competenza e occupa tutto lo spazio possibile anche oltre al mandato avuto.

Marco Folli – Presidente OII
Francesco Gragnaniello – Presidente UPT
Mario Minopoli
Nicola Merola
Leonardo Vastano

All.to 1

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