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Decreto nuove convenzioni, molti interrogativi poche certezze. Il Master a Tina Turner

Il decreto che declina le nuove norme di remunerazione degli ippodromi è un po’ contraddittorio: infatti, con la mano destra cancella l’assurdo decreto Castiglione, (considerato da alcuni sprovveduti una pietra angolare del rilancio dell’ippica) ma con la mano sinistra lo ripropone semplificato.
Infatti, vengono presi in considerazione solo 3 parametri di valutazione degli ippodromi, già presenti nel “Castiglione”,  di cui 2 (giornate e GP) dipendono dal Mipaaft e non dalla qualità degli ippodromi e uno (media per giornata) che ha creato le giornate virtuali ed altre castronerie matematiche utilizzate nella classificazione precedente.
Nel decreto Castiglione erano elencate le voci che contribuivano al pagamento degli ippodromi:
1) contributo impianti
2) remunerazione tv
3) percentuale sulle scommesse

Il contributo impianti era valutato su numerosi parametri, molti opinabili, ma molti quantomeno correlati ai servizi dati.
Il decreto appena emesso cancella quanto scritto in precedenza quindi non essendo più citati risulterebbero non più remunerati il segnale televisivo e la percentuale sulle scommesse
.
Potrebbe essere una dimenticanza o una scrittura superficiale, certo è che un decreto dovrebbe essere completo, ragionato ed esaustivo, ma non pare essere questo l’approccio del Mipaaft.
Se quanto scritto dovesse corrispondere alla realtà dei fatti, ipotizzando un gettone tv medio per giornata pari a € 3.500,00 per circa mille riunioni il corrispettivo alle società di corse diminuirebbe di ben € 3,5M cui aggiungere la percentuale sulle scommesse non più corrisposte nel 2019.
Questo è il risultato della politica “armiamoci e partite” portata avanti per anni dalle società di corse, incapaci ancora oggi di un percorso unitario.
La cosa più incomprensibile è che la remunerazione 2019 sarà basata sui dati 2017 e 2018 quindi come si lavora nel 2019 non interessa e non incide.
Dunque i dati del 2018 saranno basilari per remunerare gli ippodromi, questi dati sono figli della 681, eppure nel decreto appena redatto si legge nei preliminari che l’utilizzo del Castiglione avrebbe causato:
– “grave compromissione dell’interesse pubblico
– “grave pregiudizio in termini economici e occupazionali degli operatori della filiera

Chiaro, dunque perché si usa il 2018 per pagare il 2019?

RedBlack

PREMIO FINALE CAMPIONATO MASTER  G. 1 Mt. 2100 E. 110.000

1°   3   TINA TURNER                       A. GUZZINATI                       12.0
2°   4   PEACE OF MIND                  A. GOCCIADORO                   12.2
3°   8   SUPER STAR REAF             V.P. DELL’ANNUNZIATA        12.2
4°   5   SANTIAGO D’ETE                Santo MOLLO                         12.5
5°   2   STELLA DI AZZURRA         E. LOCCISANO                        12.9

Una finale con un gran finale, quello di Tina Turner, l’allieva di Gaspare Lo Verde interpretata con grande senso del traguardo da Andrea Guzzinati.
Dunque la spunta una dei meno attesi e lo fa con una chiusa di quelle che lasciano il segno.
Già in sgambatura la figlia di Daguet Rapide e Gloria Gainor aveva destato un’ottima impressione. Terza alla corda dopo aver preso la testa e aver lasciato passare Peace Of Mind che a sua volta non si era opposta a Santiago D’Ete, ai cinquecento finali si liberava dalla corda per sprintare in mezzo alla pista.
Sul palo il vantaggio di Tina Turner su Peace Of Mind e Super Star Reaf, che finivano appaiate, era piuttosto netto. Più indietro uno stanco Santiago D’Ete che lungo il percorso aveva dovuto subire la pressione prima di Superbo Capar, poi di una brillante Super Star Reaf. Quinta a distanza Stella Di Azzurra. Deludente Uragano Trebì, favorito sotto la pari. Bene Super Star Reaf, risalita dal fondo con il piglio della cavalla in grande ordine, e Peace Of Mind che allo scoccare del decimo anno è ancora capace di corre in 12.2 sul doppio chilometro.

Fral       

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