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Di nuovo sulle criticità del Mipaaft, perché non si dimentichi

E’ proprio vero che quando uno si abitua a non usare il cervello, perché vuole sempre e comunque ossequiare il potente di turno, perde di vista la verità anche quando ci sbatte contro.

Il caso delle giornate perse in questo inizio anno è emblematico.

Da quando è uscito il calendario, abbiamo fatto notare l’incongruità della presenza delle giornate assegnate a Roma, nonostante la precisa richiesta di HIPPOGROUP, e abbiamo stigmatizzato l’aver ignorato questa richiesta, cioè essersi comportati da ignoranti, visto che questa “ignoranza” ha creato un danno agli operatori.

Abbiamo più volte invitato il MIPAAFT a emanare un decreto che correggesse questo errore, ma gli scienziati che consigliano il Ministro, hanno fatto orecchie da mercante.

Tutti gli ippodromi hanno fatto presente che senza contratti sottoscritti a gennaio massimo febbraio molti non avrebbero aperto i cancelli, il tutto messo per iscritto singolarmente e nelle riunioni cui hanno fatto seguito richieste di convocazioni, il tutto ignorato dagli scienziati consiglieri ministeriali.

Ora i soliti fenomeni che devono sempre, e comunque dare ragione al potente di turno, perché è questa la loro “mission”, il loro ruolo nell’ippica italiana, applaudono che forse saranno spostate delle giornate dagli ippodromi chiusi.

Incredibile, dopo 40 giorni si accontentano di questa intenzione e non hanno compreso che averlo deciso ora segnala il rischio che Roma non apra neanche a marzo e forse anche nei mesi successivi.

Si scagliano contro gli ippodromi o contro i colleghi che hanno fatto sciopero per i pagamenti a 180 giorni, travisando la realtà e il vuoto delle promesse fatte:

  • Nessun decreto che riguarda la sovvenzione degli ippodromi a oggi è stato approvato;
  • Nessuno scatto evidente sui pagamenti;
  • Nessuna manifesta volontà di voler affrontare problemi seri, come il controllo delle corse.

Solo strane voci che anticipano di date spostate a breve da un ippodromo a un altro senza che ci sia traccia di un decreto, obbligatorio, del Ministero alla faccia della trasparenza.

E i soliti cantori applaudono a questo disastro.

RedBlack

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