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Due parole, due fatti e due riflessioni

Una parola su quanto è successo nella riunione di martedì al Ministero.

Prima di tutto una premessa, Salvatore Minopoli è un uomo nel senso pieno del termine, un ippico a tutto tondo, lui e la sua famiglia sono un punto fermo dell’ippica italiana e Organismo Ippico è onorato di averlo tra i propri soci.
All’inizio della riunione il sig. Minopoli ha chiesto delucidazioni in merito alla situazione della pista di Firenze preoccupato per il benessere dei cavalli, facendosi portavoce di tutti i colleghi che non hanno dato i partenti, su quest’argomento la maggior parte degli ippici presenti ha appoggiato la richiesta.
Il Direttore Abate ha correttamente spiegato, come da noi già scritto ieri, che i responsabili dello stato delle piste il giorno di corse sono i presidenti di Giuria, i Commissari e il loro Coordinatore che nulla hanno segnalato al MIPAAF.
Fino a qui tutto bene, ma improvvisamente è intervenuta la solita claque, rappresentante di se stesso, che pur di mostrarsi al servizio di chi non si sa, ha parlato fregandosene del benessere dei cavalli, della quasi totalità dei colleghi che non hanno dato i partenti e della regolarità del gran premio.
Questo intervento, totalmente fuori luogo da parte di quello che dovrebbe essere un collega, ha sorpreso il sig. Minopoli e gli ha fatto perdere il lume della ragione.

Purtroppo in seguito la situazione è trascesa e di questo, come Organismo Ippico, ce ne scusiamo.

Comunque saremo sempre con Salvatore Minopoli, perché è su questi ippici veri che si potrà costruire un futuro, persone che antepongono il benessere del cavallo a una corsa e a un montepremi anche importante, mentre di tutti quelli che pensano solo a sé stessi difendendo interessi dubbi fregandosene dei cavalli, l’ippica dovrebbe ignorarli.

Una seconda parola sul bando della televisione

Sul web esiste incredibilmente chi cerca di vendere le solite falsità atteggiandosi a novella Giovanna d’Arco sacrificata sull’altare di un’ipotetica riforma ippica (ma chi ci crede!).
La bufala giornaliera è che i 56M di euro del bando per il segnale televisivo, siano stati decisi dalla Ministra Bellanova mentre i presunti fenomeni, perché così si sentono, avevano deliberato una cifra inferiore, insinuando che tutto questo sia un piacere fatto, a chi non si sa.
La realtà e i documenti dicono altro, infatti in data 20 marzo 2019 viene pubblicata una determina per l’avvio del bando per il segnale televisivo  e la cifra riportata era di 56M di  euro.
Chi aveva il controllo di tutto a marzo? Perché non è stato modificato allora?
Il bando poi è stato ritirato a settembre (all.1) dal nuovo corso.
Quindi come il solito chiacchere, chiacchere…… nessuno a Marzo era intervenuto per abbassare i costi e risparmiare e quindi basta millantare cose mai successe!

RedBlack

All.to 1:

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