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È sempre una corsa. Lucio interviene sulla disaffezione agli ippodromi

In fin dei conti chi si occupa di cavalli dovrebbe essere abituato alle corse.
Invece tutta la filiera ippica inizia a essere un po’ stufa di un certo tipo di corsa. 

Ci riferiamo alla corsa contro il tempo che si appalesa in molti modi:

– la corsa contro il tempo dei pagamenti, in questo caso purtroppo l’handicap non si misura in metri o in kg ma in mesi da 4 a 5 per aspettare i soldi;
– la corsa contro il tempo per tentare una riforma prima che la corsa verso la fine della legislatura prenda il sopravvento;
– la corsa relativa al calo delle scommesse che purtroppo non finisce mai;
– la corsa degli ippodromi per avere un pagamento prima di ottobre e anche qui mai vincitori. 

Speriamo che non sia tutta l’ippica ad arrivare a fine corsa.

RedBlack

Lucio interviene sulla disaffezione all’ippodromo

Non si può dare la colpa a cause esterne, la disaffezione all’ippodromo (chiamiamolo teatro dell’ippica) quando vediamo stadi strapieni anche se le varie partite si possono vedere in TV. Non diamo la colpa alle sovvenzioni statali all’ippodromo, queste sovvenzioni dovrebbero essere adoperate per aumentare i premi al traguardo. Il gestore dell’ippodromo, secondo me, ha un teatro da far funzionare per il suo guadagno e più gente entra più guadagna, se questo guadagno entra lo stesso chi me lo fa fare a spendere in iniziative e promozione. Gli attori, in questo caso i cavalli, dovrebbero essere ringraziati quando vengono a rappresentare lo spettacolo nel mio teatro, non dover sottostare ai vari balzelli (numeri, spazio box e ospitalità, in qualche caso improvvisata). Non lo so, perché non ci sono mai stato, ma leggo un movimento a 360° nell’ippodromo di ……….., oltre ad essere appassionati sono dei bravi gestori del loro teatro (il massimo, hanno anche coinvolto la politica locale) ….. In conclusione qualsiasi gestore di questo teatro deve gestirlo non solo con la sua praticabilità, sabbia, luci, servizi igienici, ma trovare il modo di coinvolgere lo spettatore, se pensiamo che a Padova l’80%, forse più, dei padovani non sanno neanche che l’ippodromo è aperto. Se poi ci svegliamo, dobbiamo coinvolgere le ultime generazioni che non sanno cos’è il trotto, non come andatura, ma come SPORT(Lucio)

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