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Il 2° decreto delegato del Collegato Agricolo in rete. Faticoni, video in diretta dall’ufficio di Alessandro Lazzaro.

Pubblicato il decreto delegato relativo alla rendicontazione e organizzazione delle corse dei cavalli. Faticoni addetto stampa distaccato del Mipaaf.

 

Da uno dei video in rete di Roberto Faticoni riportiamo:

Buongiorno, video in diretta dal Ministero, anche oggi sono al Ministero per dare consigli per il da farsi dei professionisti, a breve arriverà anche Ferrero che darà dei consigli sul calendario, sull’allevamento e anche sui Grandi Premi…” ( video n. 1).

Aspettiamo da settimane di leggere il decreto a firma Luca Bianchi o Francesco Saverio Abate in cui sarà specificato l’incarico a Roberto Faticoni che, in attesa gli sia assegnato un ufficio, ha utilizzato per registrare il video di cui sopra quello del dott. Alessandro Lazzaro, come quest’ultimo ha riferito a Maurizio Matti e a Marco Folli .

La collaborazione sembra intensificarsi, tanto che sul profilo facebook  di Roberto Faticoni è stato pubblicato il decreto delegato (allegato) relativo all’organizzazione e rendicontazione degli eventi ippici, dal quale il Mipaaf contro legge ha escluso la giustizia sportiva, come aveva anticipato il 24 maggio il direttore Abate ad una delegazione dell’Organismo, dato che, a suo dire,  all’ippica era abbinato un gioco pubblico (sic !!!).

Fortuna che se ne è accorto!! E’ stato anche Commissario Unire con Panzironi Segretario generale.

Non valeva la pena replicare….

Nell’occasione Abate affermò che il decreto delegato relativo all’organizzazione delle corse non era al Mipaaf, che non ne possedeva copia (contro sic !!!) e che era stato inviato al Mef.

Dopo due mesi il decreto rispunta in mano a Roberto Faticoni, forse in qualità di addetto stampa distaccato.

Probabilmente la scelta del Mipaaf è stata determinata dal raffinato modo di porsi e dal buon uso della lingua italiana (video n. 2).

Se cosi non fosse sarebbe lecito domandarsi come fa un soggetto privato ad avere informazioni sulla pubblicazione di decreti delegati la cui conoscenza è possibile solo dopo un esame e un vaglio da parte delle autorità del ministero a ciò preposte.

Il punto però non è cosa è scritto nel decreto, che è parziale e che non rispecchia – visto il danno erariale rispetto al 2016 – la versione attualmente al Mef, ma il perché il Mipaaf lo ha fatto uscire solo adesso e per di più incompleto.
Mancano tutte le pagine “pari” o meglio il documento era stampato fronte/retro e hanno fotocopiato solo il “fronte“.
Forse per alimentare una strategia del terrore ed insinuare una futura carenza finanziaria

Nel frattempo, grazie alla bontà della strategia di rilancio del settore del Mipaaf e dei filo ministeriali, il termometro segna che:

  1. I ricavi dalle scommesse sono in discesa verticale. Al 30.06 il movimento dei due totalizzatori segna 17,46% tra gioco al totalizzatore e quota fissa 5.710.988 rispetto al 2016;
  2. Il minore ricavo quotidiano è pari a 31.552 euro, 11.485.081 in proiezione annua.
  3. Il danno erariale al 30.06 è di 3.006.644 (tot. – 3.051.406, quota fissa + 56.390) pari a 17,41% rispetto al 2016;
  4. Sono scomparsi i 9 milioni del Preu. Nel bilancio di assestamento dello Stato 2017, firmato dal ministro Pier Carlo Padoan e da noi pubblicato, l’1,4% del preu risulta essere attribuito al Mipaaf “Dipartimento ippica e pesca”, ma non al settore ippico, in palese contrasto con il dettato di legge.
  5. Ippodromi, allevatori, proprietari, allenatori, guidatori, fantini attendono da più di sette mesi di essere pagati dal Mipaaf e sono “alla fame”;
  6. I prodotti nati al trotto sono passati dai 4530 del 2008 ai 1693 del 2016 per una diminuzione pari al 62,62%, in percentuale maggiore al galoppo;
  7. Il 10% dei premi al trotto vinti all’estero dai proprietari italiani ad oggi, a distanza di un anno, non è stato erogato a nessun allevatore;
  8. Il tanto sbandierato premio aggiunto 2016 ad oggi è ancora solo una promessa;
  9. Dell’’importo di euro 600.000 relativo alle provvidenze 2011 non se ne sa niente;
  10. La riduzione dei convegni in assenza di criteri per la rimodulazione del calendario delle corse è una pratica consueta. Roma Capannelle ha chiesto la cancellazione di 21 convegni (11 per il trotto e 10 per il galoppo) non tanto per assicurare una maggiore redditività alle singole giornate di corse, ma per portare a termine la procedura di licenziamento di 19 lavoratori;
  11. Molti impianti sono in svenditala situazione è a un punto di non ritorno;
  12. La manutenzione delle piste, servizi al pubblico sono ridotti al lumicino, la trasparenza nelle corse un optional. Contribuiscono ad allontanare il pubblico e ostacolare quel ricambio generazionale indispensabile al settore per un rilancio.

Nell’indifferenza degli ippici.

Maurizio Mattii

Video n. 1

Video n. 2   

 

 

Allegato: Schema di decreto attuativo art. 15 legge 154 del 28/7/2016

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