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Gestione dell’ippica sempre più nel caos

E’ proprio vero, in molti casi quando qualcuno indica la luna, esistono delle persone che guardano il dito e non la luna.

Ieri avevamo indicato i criteri che hanno portato alla scelta della maggior parte dei componenti della Task Force  e la “luna” sottintesa era la competenza.

Puntualmente alcuni componenti hanno difeso la loro partecipazione secondo i criteri da noi indicati (familiari, politici, d’amicizia) ovviamente nessuno ha postato il curriculum professionale che attestasse la loro partecipazione per competenze tecniche specifiche.

Attendiamo fiduciosi tutto il corposo lavoro, che a quanto è sostenuto dai componenti che intervengono sul web è ormai concluso, settimana più o meno cambia poco, ma se tutto è già stato scritto a cosa servono i rimanenti 9 mesi?

Forse qualcuno usa questo incarico come una foglia di fico dietro cui nascondere un altro lavoro o altri fini?

Intanto il calendario e il relativo palinsesto danno sempre più la sensazione che l’ippica è lasciata sul suo piano inclinato verso la scomparsa.

Per le scommesse, da qualsiasi analista siano considerate, la conclusione è sempre la stessa: calo continuo e irreversibile.

 La situazione di Capannelle è totalmente un dialogo tra un sordo e un muto.

Intanto vengono distribuite alcune giornate di corse aggiuntive di trotto e galoppo nel mese di marzo e forse nei successivi.

Poniamo una domanda: visto che ad oggi nessuno conosce i criteri con cui verranno remunerati gli ippodromi, per quale motivo una società di corse dovrebbe aprire i battenti mesi prima o incrementare le giornate di corse, e quindi i costi, se potrebbe non vedere un euro per questo lavoro supplementare?

Molti chiedono alle società di corsa di fare gli imprenditori ma:

  • Quale imprenditore vero accetterebbe di eseguire un lavoro senza avere un contratto firmato?
  • Quale imprenditore vero incrementerebbe le spese in modo certo a fronte di un profitto non concordato?

La risposta è ovvia, nessuno.
Ma queste richieste, “lavorate senza contratto o aumentate le giornate poi vedremo”, sono tipiche di un certo sottobosco politico e di finti imprenditori che cercano di soddisfare la politica per avere vantaggi successivi.

Questa spiega perché molti ippodromi non si preoccupano di avere contratti, e non lo fanno per il bene della filiera ma per vantare dei crediti da far valere al momento opportuno, notate, sono poi quegli ippodromi che incensano e difendono il politico di turno.

RedBlack

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