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Gli ippodromi italiani stanno cadendo come tessere di domino. Cantica e Ballardini a gamba tesa

Foto dell'area S.Siro 1960

Foto dell’area S.Siro 1960

Come avevamo anticipato alcuni mesi fa la vendita di parte delle proprietà immobiliari di Snaitech relative agli ippodromi è diventata una realtà.
La notizia è stata data da Agimeg (all.1) e dalla stampa economica specializzata.
Il tutto come presentato agli investitori esteri il 14 novembre scorso, segnalato da noi e negato da chi si accontenta delle veline di regime.
Il primo passo di un domino che porterà Snaitech a sganciarsi dalla gestione degli ippodromi.
Del resto il comunicato del dottor Schiavolin, Snaitech ha una quota azionaria a Capannelle, dopo l’annuncio di disimpegno di Hippogroup da Roma, incentrato sulle difficoltà economiche di gestione d’impianti metropolitani, era molto significativo.
Nei prossimi giorni si vedrà l’ampiezza della vendita e le ricadute sugli ippici.
Nel frattempo la situazione di Capannelle si avvia verso il baratro, l’episodio dei primi di gennaio è emblematico, ad oggi nel centro di allenamento non c’è più chi faccia rispettare i regolamenti, non essendoci una società che gestisce la struttura.
Ripetiamo, purtroppo le corse sono, a oggi, l’aspetto secondario, ci sono centinaia di cavalli e di persone che lavorano tutti i giorni senza contratto per i box e su piste senza controlli.
La situazione giornaliera è l’emergenza e chi non lo comprende e non interviene è un irresponsabile.
Del resto la non conoscenza della presenza di centri di allenamento denota un livello d’incompetenza ippica ragguardevole che ha raggiunto il massimo con il decreto “babbo natale” dove solo una persona che non ha mai visto un ippodromo, può eliminare come ininfluenti per la remunerazione parametri quali:
– presenza o meno di centri di allenamento;
– presenza o meno d’impianti d’illuminazione;
– pista da 800 metri in sabbia rispetto a pista da 3000 metri in erba;
– presenza o meno di servizi per il pubblico (igienici, bar, ristoranti ecc).
Quindi per l’estensore un giorno di corsa a Merano doveva essere remunerato come Ferrara,  subito il capo dipartimento ha provato a metterci una pezza, speriamo.
Comunque non riteniamo (speriamo) che l’abbia scritto il Ministro, ma un qualche suggeritore, quindi consigliamo il Ministro di attenersi a quanto consigliano le maestre delle elementari: leggere bene e correggere gli errori prima di consegnare il tema.
Inoltre come da noi segnalato in sede di approvazione nel 2017 del comma della finanziaria inerente alla quota fissa quella decisione sta arricchendo i concessionari e impoverendo l’ippica, ora molti se ne accorgono, meglio tardi che mai.
Dove sono i cantori che inneggiavano alla classificazione di Castiglione e alla riforma della quota fissa come punti di rilancio dell’ippica?
Oh guarda sono gli stessi che oggi inneggiano al decreto babbo natale sugli ippodromi e a un calendario annuale coperto solo per un mese.
Visti i precedenti il ministro dovrebbe fare gli scongiuri, la compagnia di chi applaude sempre a prescindere non è la migliore.
Intanto a Palermo la situazione si sta evolvendo e siamo sicuri che con il tempo, che è galantuomo, la posizione di chi è stato coinvolto senza responsabilità sarà chiarita e avrà giustizia.

RedBlack

Cantica e Ballardini a gamba tesa

Attendo pazientemente che il solito “cantore” di lodi a sproposito innalzi il coro e proponga la dotazione del derby a 1 trilione di dollari, con annesso messaggio augurale…. siamo circondati da cialtroni!” (Cantica)

L’unica salvezza è la privatizzazione non mi stancherò mai di dirlo! La politica del comunismo è sempre stata un fallimento, la storia lo insegna! Ministro lei che viene da un’area opposta rifletta abbia il coraggio di dare una spallata a un sistema che non funziona ci liberi da un colore rosso che ci ha solo annebbiato gli occhi mostri quel verde che è quello della speranza!” (Vittorio Ballardini)

All.to: articolo Agimeg

 

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