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Il “caso Zarina Bi”

di Historicus

Nel pomeriggio di martedì è stato pubblicato sul sito (www.travsport.se) di Svensk Travsport (ST) il comunicato, a firma Maria Croon, CEO dell’ente tecnico di riferimento del trotto svedese, relativo al “caso Zarina Bi”.

Sabato a  Örebro, Zarina Bi (Az. Agr. Biasuzzi), allieva di Alessandro Gocciadoro partente, con la guida di Björn Goop, nella nona corsa del convegno V75 di cui era la favorita, durante la sgambatura effettuata dal groom Marco Pedrazzini è stata colpita con due frustate assestate con le redini in una mano.
Il veterinario di servizio avrebbe poi accertato che le frustate avevano lasciato dei segni sulla cavalla e di concerto con la giuria ritenuto che la 5 anni non era nelle condizioni adeguate per poter correre, decretandone il ritiro d’ufficio con conseguente allontanamento, trasmettendo poi il resoconto dell’accaduto alle autorità competenti per la protezione degli animali.
Il comunicato ha fatto riferimento allo shock che l’accaduto ha provocato nell’ambiente del trotto svedese e, in altro passo, all’impatto della vicenda nei mass media nazionali, alludendo a non meglio precisate connessioni con la scuderia e i comportamenti di Alessandro Gocciadoro.
Sullo sfondo c’è l’assoluta priorità che l’ippica svedese attribuisce al benessere animale e la strenua difesa da parte di ST dell’integrità, del buon nome e dell’immagine dello sport ippico.
E questi sono temi assolutamente condivisibili, come è apprezzabile la rapidità dell’indagine e del giudizio, realtà a cui in Italia purtroppo non siamo avvezzi.
Senz’altro meno condivisibili sono la severità, la congruenza e la coerenza delle sanzioni, opinione condivisa da diversi osservatori svedesi, alcuni anche molto autorevoli.
Il tutto è maturato in un clima in parte “ostile” a un professionista che vince molto, alimentato da prese di posizione come quella di Jan Hallberg, presidente dell’Associazione degli allenatori svedesi, che ha chiesto il “bando” di Gocciadoro dalle piste svedesi, e dalle reazioni del pubblico, soprattutto attraverso i social media, alcune delle quali davvero cervellotiche.
Anche diversi driver hanno fatto sapere di non voler guidare gli allievi di Gocciadoro e il finlandese Hannu Torvinen, che era stato dichiarato partente sabato ad Åby con Zanzibar Wise As e Zeppelin Bar Kyu, ha fatto marcia indietro e verrà sostituito da Federico Esposito. D’altro canto, molti dei professionisti di punta del trotto svedese, come appunto Björn Goop, Örjan Kihlström e Jorma Kontio, hanno guidato regolarmente per conto di Alessandro Gocciadoro.
E intanto proprio Björn Goop, dopo Vivid Wise As (partente mercoledì a Solvalla), si è visto affidare proprio Zarina Bi e Zaniah Bi, altra portacolori dell’Azienda Agricola Biasuzzi…
A Marco Pedrazzini, da poco collaboratore della scuderia Gocciadoro, sono stati comminati appiedamento e interdizione dalle strutture ippiche svedesi per diciotto mesi e una multa di 20.000 Corone svedesi (circa 1.880 Euro). Provvedimento “pesante”, ma di cui è destinatario l’autore del gesto e che appare in linea con le regole e la prassi svedesi,  che prevedono sanzioni molto più severe per la guida “punitiva” verso il cavallo come l’uso eccessivo del frustino, piuttosto che per i danneggiamenti in corsa.
Alessandro Gocciadoro è stato ritenuto responsabile in quanto come allenatore ha il dovere di assicurarsi che le sgambature vengano effettuate da una persona qualificata, con l’aggravante che il Pedrazzini non sarebbe titolare di una licenza valida (ne è stato comunque titolare in Italia dove ha corso fino al 2013, ha poi lavorato in Finlandia e avrebbe avviato le procedure per il rinnovo della licenza in vista di una nuova esperienza all’estero).
Al trainer driver è stato inoltre imputato di avere, con precedenti comportamenti culminati nell’episodio di Örebro, arrecato danni alla reputazione del settore ippico.
La sanzione è stata fissata in sei mesi di appiedamento, nel divieto per un mese di iscrivere i propri allievi, provvedimenti valevoli nei Paesi UET, e nella revoca dell’autorizzazione  concernente la filiale aperta in Svezia.
Una punizione che appare sproporzionata, per responsabilità oggettiva (un allenatore è ovviamente responsabile del comportamento del suo staff) da parte di un trainer che non era presente sul luogo, che in una nota ai media svedesi si era scusato per l’accaduto e aveva annunciato l’interruzione del rapporto di lavoro con il suo collaboratore e che viene punito, cosa che risulta difficile da comprendere, soprattutto in qualità di driver.
A voler seguire una tesi “complottista”, moda peraltro assai diffusa, si potrebbe ipotizzare una sorta di “regolamento” di vecchi conti. Tra l’altro Gocciadoro è stato sanzionato di recente per un caso relativo alla passata stagione, quando sul van che trasportava suoi cavalli ad Åby fu trovato materiale sanitario non autorizzato in Svezia. La multa è stata di SEK 60.000, a fronte delle 30.000 comminate a Christoffer Eriksson, nella cui scuderia tempo fa, nel corso di un’ispezione a sorpresa, è stata rinvenuta una quantità di materiale non consentito superiore e con sostanze in parte “borderline”.
I provvedimenti hanno decorrenza dal 5 maggio e sono appellabili (meno la revoca per la filiale) entro 14 giorni. Gocciadoro ha preannunciato il ricorso, affidandosi al patrocinio di Jesper Arvenberg, stimato avvocato di famiglia ippica.

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