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Il detto “ogni nodo arriva al pettine” vale anche per l’ippica

Le favole iniziano sempre con: c’era una volta….

Anche nell’ippica nostrana qualcuno ha raccontato delle favole e una di questa si è concretizzata nella scorsa primavera quando con alti squilli di tromba e comunicati trionfalistici gli unti del Signore dell’epoca con gli scudieri del galoppo si comunicava il famoso premio aggiunto.
Noi e anche altri poveri mortali che non eravamo e non siamo tuttora toccati dall’olio santo, leggendo il decreto avevamo fatto una domanda, peraltro, ovvia: non c’era scritto da dove venivano presi i soldi!
Non eravamo nemmeno entrati nel merito del provvedimento in quanto se non risultava finanziato si parlava d’aria fritta.
A convincere noi e tutti quelli che rimanevano allibiti da questa grossolana mancanza, intervennero i vari Giannizzeri di supporto, spiegando con “supercazzole” che i soldi non venivano sottratti al montepremi ma che sarebbero stati presi dal famigerato PREU.
Orbene questo benedetto PREU è come l’araba fenice.
Da due anni non esiste un decreto che ufficializzi il PREU e la sua distribuzione.
Ora si dice che mancano dei soldi e che si dovranno tagliare giornate di corsa per equilibrare i conti.
Quindi il nodo è arrivato al pettine, di chi sarà la colpa? Di nessuno.
Purtroppo alcune categorie che non erano beneficiate dal premio aggiunto saranno doppiamente danneggiate.

RedBlack

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