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Il grande equivoco

È tornata alla ribalta la quota fissa ippica e sono emerse le contraddizioni già da noi evidenziate quando furono mutati i parametri del prelievo pro ippica.
All’epoca furono raccontate un po’ di frottole sul futuro radioso della quota fissa.
L’allora claque ministeriale plaudente al sottosegretario Castiglione inneggiava alla riforma senza nemmeno capirne i rischi.
Il danno fu minimizzato e a oggi i numeri parlano chiaro.
Chi ha più che raddoppiato gli utili sono i concessionari, l’ippica ha perso risorse e i ministeri, con la clausola di salvaguardia non possono perdere un euro.
Il risultato finale ad oggi è che da introiti certi si è passati a un calo di risorse.
Il punto è che con palinsesti improbabili, un regolamento delle scommesse a quota fissa vessatorio e concessionari che rifiutano le scommesse rischiose i risultati sono e rimarranno scarsi.
Che la riforma del settore è delle scommesse possa essere fatta restando al Ministero è un’illusione che sta affossando l’ippica anno dopo anno.

Ultima annotazione su chi da un po’ di tempo utilizza i presunti casi di cavalli positivi per attaccare i colleghi.
La realtà è che solo chi vince o si piazza è sottoposto ai controlli chi invece entra in pista solo per partecipare non sarà mai controllato, chi si contenta gode…. Ma de che!

RedBlack

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