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Io speriamo che me la cavo

Io speriamo che me la cavo “. È quanto pensano la maggior parte degli ippici. 

Perché bisogna cavarsela a:

– Milano, dove una proprietà invece di dialogare con gli ippici, fa scrivere articoli su articoli a riviste “amiche” e si sottrae al confronto serio. San Siro galoppo e le sue piste di allenamento sono la storia del cavallo in Italia e oggi si cerca di far passare un concorso ippico di livello modesto organizzato nel deserto della Maura in pieno luglio come una brillante idea di rilancio dell’ippica, come direbbe Toto’ “ma mi faccia il piacere”. 

– Pagamenti, speriamo che le promesse dei pagamenti siano mantenute, anche se gira gira ormai tutti gli ippici, addirittura anche la claque orfana del 100%, è ormai convinta che finché si rimarrà nel Mipaaf l’andamento sarà sempre lento. 

– Ippodromi, riescono ad incassare entro marzo il saldo 2019, ed è già un successo, ed ora sperano di avere un anticipo, ovviamente non del contratto ma dei soldi.

– Scommesse, nel silenzio quasi generale stanno calando inesorabilmente e la società con il maggior fatturato sull’ippica in Italia sta attualmente pensando di chiudere San Siro. 

Speriamo di cavarcela. 

RedBlack

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