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Ippica in “pezzi”, l’autostarter ad Aversa perde una ruota e il convegno salta

Il fatto è semplice e non eccezionale, si è rotto un autostarter ad Aversa. Succede, fortunatamente nessun danno a persone e cavalli. Non entriamo nel merito del guasto, non è questo il vero problema.
Un guasto succede e dovrebbero esserci gli accorgimenti per continuare le corse, infatti la rottura di un autostarter non è fatto infrequente e per questo è previsto un autostarter di riserva per poter continuare a correre.
Invece tutti fermi. Nessun autostarter di riserva.
Non dovrebbe essere obbligatorio? Chi deve controllare prima dell’inizio delle corse che tutto sia a norma di regolamento?
Parliamo di Ippica Spettacolo, ma talvolta quello che si vede tra corse sospese, polvere come nel deserto, box fatiscenti e servizi inesistenti arriviamo all’avanspettacolo e se non ci diamo una regolata finiremo alla recita parrocchiale.

Sull’episodio abbiamo raccolto l’amaro sfogo di Mario Minopoli.

“Sconcerto, rassegnazione e rabbia. Questi sono i sentimenti che pervadono i guidatori, gli allenatori e i proprietari che operano nel settore dell’ippica campana e non solo.
Oggi solo la dea bendata ha fatto in modo che all’ippodromo di Aversa non si verificasse una tragedia.
Durante la partenza della terza corsa una ruota dell’autostart si è inspiegabilmente sganciata provocando il panico tra cavalli e guidatori.
Ma vi è di più!
Al danno si è aggiunta la beffa.
Passata la paura per la tragedia sfiorata si è appreso che all’interno della struttura non vi era un’autovettura sostitutiva che potesse consentire la ripresa delle corse, come prevede il Regolamento delle corse.
Quindi, tutti a casa dopo aver disputato solo due corse.
Tutto ciò è inaccettabile per un settore che è già in grande crisi. Non è pensabile nel 2020 organizzare giornate di corse in una struttura fatiscente con mezzi obsoleti.
Tutto questo non è più tollerabile.
Chiediamo che vengano presi dei provvedimenti urgenti.
Questo di oggi è solo la punta di un iceberg di tutta una serie di eventi che vede i diritti e la passioni degli operatori ippici sempre calpestati.
La proprietà dell’Ippodromo Cirigliano deve darsi una sveglia e deve garantire la tutela di tutti ed in primis dei cavalli.
Nei prossimi giorni attendiamo risposte serie e concrete, altrimenti ci vedremo costretti a tutelare i nostri diritti in tutte le sedi opportune.

L’ippica campana è in agitazione, questo da oggi sarà la nostra sigla.

Tutti gli ippodromi dovranno essere gestiti con maggiore professionalità. Noi operatori continuiamo a pagare di tasca nostra cavalli, cure, viaggi e quant’altro, mentre lor signori stanno a pance all’aria ad aspettare che arrivi la sovvenzione annua –  milioni di euro  –  tralasciando però manutenzioni ordinarie e straordinarie. Spesso non funzionano starter, autobotti, per non citare buche e polveroni in pista. Tanto i soldi arrivano lo stesso e le commissioni che dovrebbero controllare non controllano. L’anno scorso ho perso un G. Premio a Montegiorgio da favorito perché lo starter al momento dell’allineamento ha emesso una fumata bianca. Il giorno prima c’era stata la commissione del Mipaaf a controllare l’ippodromo e non mi risulta che abbia ispezionato i 2 autostarter. Gli operatori sono vittime di chi sta buttando l’ippica nell’immondizia, l’ippica degli irresponsabili, delle parole a vuoto. E questi sono solo i problemi più evidenti di un iceberg che ormai opprime migliaia di famiglie che di cavalli vivono

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