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Ippodromi, siamo alle solite, convenzione ancora in alto mare. Firenze nuova ispezione

Lunedì 25 novembre si è tenuto a Roma un incontro tra i vertici istituzionali dell’ippica italiana e le categorie compresi gli ippodromi.
Nulla di nuovo per quanto riguarda i soliti temi e la risoluzione dei tanti problemi che affliggono la nostra ippica. Al termine il dott. Abate ha comunicato agli ippodromi che lunedì 2 dicembre verrà presentata agli stessi una bozza di convenzione per il 2020 che in linea di massima ricalca quella dell’anno precedente.
Un annuncio che tradotto nei modi vorrebbe dire ancora una volta dover accettare il contratto a scatola chiusa alimentando il timore del perpetuarsi di un criterio di remunerazione degli ippodromi discutibile e palesemente lacunoso.
In sintesi un criterio secondo il quale il 95% della sovvenzione dipende dalle giornate di corse assegnate unilateralmente dal Ministero nel biennio senza alcun riferimento all’offerta tecnica e alla produttività, mentre il restante 5% è riferibile ai gran premi in particolare quelli di gruppo 1.
Un altro esempio dell’ippica italiana che non riesce a tirasi fuori dai vizi del passato, colpa, a dire il vero, non solo di chi governa, ma nel caso specifico anche degli stessi ippodromi i quali continuano a badare ognuno al proprio interesse anziché porsi con una voce univoca.
Bisogna finalmente rendersi conto che la rinascita dell’ippica italiana passa anche attraverso una valutazione certificata degli ippodromi sulla base di parametri ben diversi da quelli previsti negli ultimi due anni. Dislocazione dell’impianto, numero dei cavalli stanziali, qualità delle corse, requisiti della struttura e dei servizi offerti sia agli operatori (piste da corsa, centro di allenamento, ecc.) sia al pubblico (ristorante, bar, spazi riservati alle famiglie e ai più piccoli), capacità gestionali e produttive in termini di scommesse e organizzazione di eventi, nel bene e nel male sono gli elementi distintivi che dovrebbero essere presi in considerazione.
Non ci resta che attendere la prossima puntata nella speranza che qualcosa si muova sia da una parte sia dall’altra.

Marco Folli
Fral

Il Mipaaf dispone un nuovo controllo della pista di Firenze prima della disputa del Duomo

Iniziativa lodevole da parte del Mipaaf che finalmente, dopo anni di latitanza, si è dimostrato attento alle segnalazioni delle categorie in merito allo stato della pista di Firenze in vista della disputa del Duomo.
Sarebbe stato più apprezzabile se fatto prima.
Prima del confezionamento di una corsa di prestigio come il Duomo, falsata dal timore degli operatori di rischiare la salute dei propri atleti. Prima dell’inutile spostamento di cavalli, operatori, pubblico nel caso la pista risultasse, dall’ispezione, non idonea.
Comunque un primo passo è stato fatto, ora bisogna camminare.

Riportiamo la nota dell’ufficio tecnico del Mipaaf

Il giorno ven 29 nov 2019 alle ore 12:23
<s.mastromarino@politicheagricole.it> ha scritto:

Con riferimento alle reiterate segnalazioni inerenti allo stato della pista di Firenze si chiede di effettuare nella giornata del 1° dicembre una verifica sullo stato della pista stessa, da farsi alla presenza anche dei rappresentanti delle categorie interessate, al fine di verificare se sussistono le condizioni per lo svolgimento in sicurezza di cavalli e operatori della giornata di corse.
Cordiali saluti

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