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Ippodromi vicini al default. Il nuovo modello gestionale dell’ippica. Scommesse truccate sulle corse dei cavalli nel foggiano

È una corsa contro il tempo, è una corsa contro il buon senso.

Quello che sta succedendo in questi ultimi giorni prima della chiusura dell’UCB in merito al pagamento degli ippodromi ha dell’incredibile.

Se la mano sinistra impersonata dal Ministro spinge per una risoluzione rapida del pagamento  degli ippodromi a rischio default, la mano destra frena con i tipici sgambetti in cui i burocrati italici sono famosissimi.

Attualmente si cavilla sulle fideiussioni, obbligatorie ma inutili quando vengono richieste alla conclusione dei lavori, chiedendo documenti già in possesso dell’amministrazione dagli anni precedenti e che nulla precludono, in caso di assenza, alla sostanza della fideiussione.

Ma il fatto più strano è il “caso dell’inciampo del decimale”.

La prima regola per avere la certezza di non sbagliare nei rapporti con la Pubblica amministrazione è seguire pedissequamente le istruzioni allegate ai contratti.

Molti ippodromi seguendo alla lettera quanto scritto dal MIPAAFT (con tanto di esempio) hanno inviato fatture arrotondate all’euro, di fatto scartando, a favore dell’amministrazione, i decimali risultanti dai calcoli.

Queste fatture sono state respinte in quanto non è possibile nessun arrotondamento né in eccesso né in difetto.

Dunque all’inizio dell’ultima settimana utile per avere, non i pagamenti (ormai gli ippodromi sono rassegnati a ricevere i bonifici a febbraio) ma dei documenti idonei per essere scontati negli istituti bancari, mancano all’appello non solo le fatture da inserire nel SIAN (facile da fare) ma anche i decreti vistati Corte dei Conti per i singoli ippodromi (più difficile).

Richiamando sempre la massima di un politico democristiano con la passione dell’ippica:

“A pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca”

sembrerebbe che ci si predisponga, in caso di fallimento dell’affaire ippodromi a scaricare su di loro le colpe (mancanza dei documenti, fatture sbagliate ecc,) piuttosto che sul MIPAAFT.

Se questo succedesse sarebbe una tragedia per l’ippica ed in versi dovremmo parafrasare la famosa lirica di ARNALDO FUSINATO (1849) “l’ultima ora di Venezia” in “le ultime ore dell’ippica” .

E riflettere su un progetto di rilancio dell’ippica che non c’è mai stato per favorirne un altro idoneo per smantellarecon la complicità del Mipaaftil settore e piazzarlo sul mercato a costo zero.

Organismo Ippico Italiano

L’immaginario futuro dell’ippica

A breve la finanziaria arriverà in senato dove verrà scritto il testo definitivo e non più emendabile alla camera.
Qui potrebbe essere inserito un emendamento dove le risorse ippiche verranno assegnate alla costituenda SPORT e SALUTE sotto il  controllo politico del governo.
Una parte delle risorse verrà convogliata al MIPAAFT (esattamente come al CONI) e una parte all’attività ippica (trotto e galoppo).
Le risorse (come per lo sport) dipenderanno dagli introiti delle scommesse, PREU ecc. con un minimo garantito in caso di non raggiungimento della cifra minima.
Tutto questo potrebbe divenire legge a metà gennaio.
I soldi del montepremi e degli ippodromi verrebbero destinati da SPORT e SALUTE ad un soggetto terzo che effettuerà i pagamenti senza  i lacci ministeriali.
Il calendario ed il resto tecnico rimarrebbero provvisoriamente al MIPAAFT.
A febbraio la TASK FORCE indicherà il nuovo modello gestionale (già deciso dalla politica) composto da  due enti tecnici: uno per il galoppo e un secondo per trotto.
Il sella e le sue risorse potrebbero essere date alla FISE.
Il governo a questo punto avrà la scusa dell’urgenza per emanare un decreto legge (effetto immediato) per consacrare i due enti tecnici e l’ agenzia per il controllo, pochi giorni per l’emissione e 60 gg per la conferma in parlamento.

Redblack

Racket delle corse

Da Agipronews

…nel foggiano 30 arresti: estorsioni  ai gestori di slot e scommesse truccate sulle corse di cavalli.…..Altra fonte di guadagno era rappresentata dalla scommesse truccate con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli: gli affiliati al clan corrompevano i guidatori con 600 euro per non piazzarsi  e far vincere il guidatore di volta in volta individuato

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