La deriva dell’ippica
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La deriva dell’ippica 2°parte

Come preannunciato pubblichiamo la 2° parte della lettera-denuncia da parte di alcuni guidatori-allenatori campani:

Continuiamo le riflessioni di ieri con un’altra cosa importante.
Siamo stufi di sentire solo chiacchiere sulla riforma dell’ippica italiana, abbiamo  bisogno di qualcuno che tiri fuori a tempo zero un progetto per trasformare l’ippica italiana con un ippodromo che sia il VINCENNES del trotto italiano, allora si potrà sperare che veramente qualcuno vuole cambiare/riformare l’ippica, altrimenti si parlerà sempre del nulla, saremo sempre presi in giro, faranno sempre in modo di aprire ogni tanto un po’ di ossigeno per tenere in vita una parte di popolazione senza che diano fastidio, perché, diciamocelo francamente, siamo un fastidio per il governo, perché per noi l’ippica è storia, cultura, lavoro, passione, amore, è tutto ciò che porta a impegnarsi e sacrificarsi da decenni se non da generazioni, mentre per molti che arrivano a occupare le poltrone è bastato solo arrivare a sedersi, assaporare il potere e con un pensiero: “tanto adesso chi mi smuove, tanto abbiamo a che fare con persone semplici, ignoranti e li gestiamo come vogliamo.”

Sembra assurdo ma è così, la gestione dovrebbe andare a chi ama la trasparenza, la legalità e soprattutto a chi ha competenza in materia, con la riduzione delle risorse che subiamo dal 2012, riusciremmo comunque ad avere un rilancio, basta pensare che ROMA diventa VINCENNES, TORINO,  MILANO (SAN SIRO TROTTO) o MODENA e NAPOLI diventano ENGHIEN, CABOURG, CAEN e CAGNES SUR MER, tutti gli altri ippodromi se vogliono continuare a fare parte dell’ippica devono accodarsi e accettare le condizioni, creare una programmazione centralizzata che sarebbe semplice da creare, perché è fare l’inverso di oggi, permettere ai cavalli di correre e guadagnare pianificando il futuro e non come oggi che qualcuno, senza avere o gestire un cavallo decide quando un proprietario o professionista può guadagnare e il risultato  è che gli investitori scappano all’estero.

Per quanto riguarda la giustizia sportiva ci sarebbe da spendere 1/4 di quello che si spende oggi, e renderla funzionale a 360 gradi, e quindi ecco che già escono i soldi per rilanciare l’ippica.

Infine per il comparto scommesse basta farsi rispettare e metterci al passo con tutti gli altri giochi/scommesse.

Purtroppo dopo oltre un anno di promesse e 8 mesi di lavoro della task force siamo come si dice a Roma ” caro amico…..
Firme
Mario Minopoli Jr
Marcello Vecchione
Vincenzo
D’alessandro

Riflessione

“Eppur si muove”, sussurrava Galileo, noi possiamo dire “incredibile ci leggono”!
Comunque non siamo d’accordo sui commenti del web.
Nonostante i pagamenti fermi a 120gg e le perdite costanti giornaliere a 35mila euro, il cerchio magico non è “chiacchiere e distintivo” ma bensì:
Parole, rimandi e cappellini“.
A una passerella non si rinuncia, mentre fornire dati alle domande, si rinuncia sempre!

RedBlack

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