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La deriva dell’ippica

Riceviamo e pubblichiamo da alcuni allenatori-guidatori campani la prima parte di una lettera-denuncia delle tante anomalie riscontrate nel controllo e vigilanza delle corse.

Sabato tris quarte’ e quinte’ partenza convalidata con il 10 che parte al primo nastro anziché partire 20 metri più indietro.
Poi Triossi, lo starter decide di andare a tutta.
Stacco della macchina lo fa ai 2200 anziché ai 2100 (vuol dire che in curva si viaggiava a velocità anormale, quindi come succede in tante altre corse, gara falsata già in partenza) per rendersi dell’anormalità basta visionare le altre partenze ai 2100 nelle giornate precedenti di Capannelle e confrontare dove stacca l’autostarter rispetto a come ha staccato al Triossi.
Sempre i soliti starters che sbagliano, ma sempre lì a lavorare e per di più nominati per le giornate importanti, continuando a riscuotere generosi gettoni mentre guidatori e allenatori continuano, giustamente ad essere puniti quando sbagliano, (anzi anche quando non sbagliano), quindi a riscuotere sempre meno.
I gettoni sono distribuiti in modo che sono apparsi anomali anche all’esterno tanto da causare un’interrogazione parlamentare.
In nome di una strana “trasparenza” in merito a “conflitti d’interesse” alcuni starters (es. Stefano Rosa di comprovata esperienza con percentuali d’errori minimi per non dire zero) che avrebbero il diritto di fare le giornate evento, li mandano negli ippodromi secondari (anzi alcuni da chiudere), perché definiti in conflitto d’interesse con un driver, mentre in altri casi i “conflitti d’interesse” risultano invisibili (troppa “trasparenza”?)  come incarichi in ippodromi ignorati o ippodromi che gestiscono programmazione come e quando vogliono, gestiscono quote fisse, fotofinish, ecc…
Questo è cambiare le cose?
Penalizzare solo operatori!
Non è mai troppo tardi se si deciderà di farsi gestire un giorno da gente competente di ippica e non da chi vuole solo continuare a mettere gli operatori uno contro l’altro, perché non bisogna alzare la testa.
Infatti:
Marcello Vecchione
Vincenzo D’Alessandro
Mario Minopoli Jr
Sono indicati come quelli che hanno voluto le regole per cambiare/far funzionare le cose per il bene del settore, che avanzano critiche e quindi sono sotto la lente d’ingrandimento e “pressati”.
È una voce che gira per tutta l’Italia ed è preoccupante, perché vuol dire che per avere una vita professionale tranquilla bisogna accettare l’ippica di oggi: fallimentare.
La gestione dell’ippica attuale ricalca la trama dei film “ROCKY IV” e “CREED II”.
Nel primo c’è il pugile IVAN DRAGO che sembra imbattibile, impossibile da buttare a tappeto, nel secondo, c’è il figlio di IVAN DRAGO che, come il padre, anche lui sembra impossibile da mandare a tappeto, ma in entrambi i film prevale il vivere sano, il bene, il non mollare mai, tirare fuori sempre il meglio, non arrendersi mai, soprattutto quando c’è da sconfiggere il male, non gettare mai la spugna.
Il consiglio è di andarli a vedere o rivedere come film educativi soprattutto per la vita quotidiana, dove l’uomo semplice ma retto vuole prevalere lottando contro chi vuole far prevalere privilegi e prepotenza”.
Firmato
Mario Minopoli Jr
Marcello Vecchione
Vincenzo D’Alessandro

Riflessione
Chi s’irrita per le critiche al cerchio magico accusando l’universo di non trasparenza, evita, però di essere chiari nell’indicare il colpevole delle nomine “sospette” dell’interrogazione parlamentare.
Decodifichiamo il messaggio social: La colpa è del dirigente che firma i decreti (dott. Mastromarino) il dott. Lazzaro non mette voce sulle nomine!
Si prega di evitare di ridere sguaiatamente a quest’affermazione.

RedBlack

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