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La filiera ippica presenta il conto ai …cantori a gettone. Addio a Cesare Meli

Doppio salto mortale senza rete. Spettacolare ma pericoloso.

È quello che stanno cercando di fare, passare da colpevoli a vittime, i rappresentanti e conducenti di autobus vuoti (Siag) o piccoli dittatori che usano associazioni pubbliche, talvolta, a scopi personali (Anact).  

Purtroppo per loro la memoria della filiera ippica è ben presente.
Iniziamo con ordine:

  • Dopo essersi vantati in lungo e in largo, di essere i suggeritori di calendari, disciplinari di gran premi, programmazione e nefandezze varie poiché unici interlocutori dei dirigenti ministeriali, ora visti i catastrofici risultati che stanno portando alla scomparsa le risorse ippiche fanno finta di nulla e nascondono la mano, senza chiedere scusa al settore.
  • Hanno preso in giro tutti gli ippici per almeno due anni sostenendo che il problema dei pagamenti era in via di risoluzione mentre tutti erano disperati, comportandosi, di fatto, non come rappresentanti di categoria ma come portavoce prezzolati del ministero.
  • Hanno fatto credere alla filiera che interventi inutili o marginali (quota fissa o palinsesto complementare) e decreti mal scritti (Castiglione 681) fossero le pietre angolari del rilancio ippico, in realtà tutti provvedimenti sono risultati dei fallimenti ormai conclamati.

Chiariamo poi anche l’ennesima bufala che il Siag continua a propinare a tutti gli ippici.
Non è vero che sono l’unica associazione riconosciuta basta avere la pazienza di leggere le carte del MIPAAFT dove nell’“Elenco dei Soggetti pubblici e privati con provato interesse nelle materie di competenza del Ministero da consultare nella fase preparatoria dei provvedimenti normativi d’iniziativa ministeriale” sono elencati, per quanto riguarda il trotto, nella sezione A oltre al SIAG anche UPT e Organismo ippico e nella sezione C Imprenditori ippici e Comitato Lega Ippica, mentre probabilmente Ippica nuova sarà in via di riconoscimento.
Quindi, per legge, tutte queste associazioni devono, non possono, devono essere chiamate dal MIPAAFT per gli argomenti d’interesse ippico.
Ma facciamo un passo indietro, Organismo Ippico, Imprenditori ippici, Lega Ippica e Ippica Nuova essendo state fondate negli ultimi anni, hanno dovuto eseguire l’iter di registrazione in modo completo ed esaustivo mentre il SIAG è stato iscritto per gentile concessione degli uffici ministeriali in quanto:
“Le Organizzazioni professionali e associazioni di categoria delle filiere agricole, ippiche e della pesca, già note all’Amministrazione, saranno iscritte di diritto nella Sezione a), a seguito di censimento presso le singole strutture dipartimentali e direzionali dell’Amministrazione”;

Nulla è stato richiesto al SIAG per essere riconosciuto e, infatti, gli statuti di tutte le associazioni sono facilmente rintracciabili sui rispettivi siti mentre quello del SIAG rimane un oscuro documento sconosciuto a tutti.
Il tentativo dell’accoppiata (Siag/ANACT) di farsi passare come unici interlocutori della filiera ippica quindi non solo non è vero ma anche contro le leggi vigenti.

Quindi il tentativo di tagliare fuori tutta la filiera ippica per impedire qualsiasi cambiamento dimostra che al MIPAAFT i referenti ippici oltre ad essere “ignoranti ippici” (nel senso che ignorano cos’è l’ippica) sono pure “ignoranti burocratici” (nel senso che ignorano i meccanismi burocratici).

RedBlack

Ricordo di Cesare Meli

Da oggi, ogni volta che si svolgerà una corsa gentleman, in un qualsiasi ippodromo italiano, il cuore e l’amore di Cesare Meli per il suo mondo saranno presenti e accompagneranno tutti i drivers e i cavalli amorevolmente al traguardo.
Riposa in pace “presidentissimo”.

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