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Le scommesse crollano 

Le scommesse crollano 
Il saldo delle scommesse ippiche per i primi tre trimestri del 2020 è disastroso.
Il calo, come si vede dai dati sul nostro sito, recita una perdita di quasi il 50%.
Certo per tre mesi sono state sospese corse e scommesse ma il calo travalica anche la sospensione.
Comunque il dato più drammatico che pone una pietra tombale a chi si ostina a mantenere in piedi la configurazione attuale di un ippica gestita dal ministero, è il dato della quota fissa.
Un modesto aumento del 7% nonostante l’introduzione del palinsesto complementare.
Certo gli assuntori di gioco fanno del loro peggio per non aiutare le scommesse ippiche ma il concetto che proprio non entra in alcune teste è quello della qualità delle corse italiane.
Trasparenza, regolarità, competitività sono parole che molti pronunciamo guardandosi bene dall’applicarle.
Sempre di più l’ippica si avvia a consolidare il trend di questi ultimi anni: stare con il cappello teso sperando che la politica faccia cadere l’obolo che permetta di rimanere in vita.
In cambio dell’obolo bisogna essere plaudenti al politico di turno, ai dirigenti in carica .
Per anni abbiamo assistito allo spettacolo indecente di una claque d’ippici al servizio del MIPAAF che tutto avallavano pur di frequentare i corridoi ministeriali, capaci solo di urlare ed insultare chiunque osava criticare.
Programmazioni tecnicamente risibili, pagamenti a 180 giorni, soldi promessi e mai arrivati, hanno ridotto l’ippica allo stremo.
Speriamo che questi numeri disastrosi, il fallimento del palinsesto complementare come una scossa possano far svegliare il comparto.
L’ippica ha bisogno di corse credibili, impianti decenti, una televisione guardabile e deve lasciare fuori chi per tutti questi anni ha fatto credere che tutto andava bene.
RedandBlack

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