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L’elefante e le mosche

Diciamo la verità, in fin dei conti l’elefante MIPAAF è quasi arrivato al traguardo.
Certo visto che è un elefante, non brilla per agilità, velocità e flessibilità ma è inequivocabilmente quasi arrivato a far ripartire le corse.
Il via il 22 e in pista dopo alcuni giorni di messa a punto se non ci sono sorprese dell’ultima ora.
Tutti speravano di ripartire il 18 ma in fin dei conti 4/5 giorni di ritardo, visti i trascorsi del MIPAAF in alcuni campi, fanno sorridere, e come si dice piuttosto che niente meglio piuttosto.
Il problema è che intorno all’elefante stanno ronzando alcune mosche che per mania di protagonismo possono intralciare il buon esito degli ultimi metri del percorso.
Alcune di queste cercheranno di far credere che il loro ronzio ha influenzato il percorso dell’elefante, niente di vero.
Il percorso è stato possibile dal senso di responsabilità dell’intera filiera ippica, esasperata sì ma responsabile.
Quindi nessun cappello di singoli sul risultato ma il lavoro di tutti.
Altre mosche hanno poi tentato di intralciare il percorso, cercando di anteporre il proprio tornaconto rispetto al bene comune,  speriamo che lo scacciamosche sia intervenuto a farle zittire.
Una caratteristica dell’ elefante, però è ben radicata anche nei componenti la filiera ed è la memoria: molti ricorderanno chi ha cercato di sottrarre i soldi  del montepremi per giocarselo in un altro tavolo, molti si ricorderanno della mancanza di incisività di alcuni protagonisti nei momenti cruciali, molti ricorderanno chi è intervenuta per dare il colpo speriamo risolutivo alla fine.
L’attraversata del deserto del comparto ippico non è finita ma è solo iniziata infatti nei prossimi tre mesi avremo le corse, quindi lo scopo del lavoro quotidiano, ma aumenteranno le spese e per i prossimi tre mesi, ragionevolmente fino a metà agosto, ad essere ottimisti, nessuno riceverà un euro!
Ma come recita la battuta finale di Via col Vento: domani è un altro giorno.
Redblack

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