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L’ippica italiana controllata, declassata e prossima al default

Esiste una santa che gli avvocati invitano a pregare ai loro clienti colpevoli: Santa Nega.
Negare tutto, sempre e comunque.
E’ a questa santa che si sono rivolti tutti i politici e i loro consulenti, degli anni passati, transitati al Ministero, hanno negato il tracollo dell’ippica dicendo che tutto sarebbe andato bene, bastava fidarsi di loro.
Ancora una volta Santa Nega è stata posta come simbolo, in quest’amministrazione, che non ha delegato l’ippica ma ha scelto alcuni “ignoranti” (nel senso che ignorano) cui affidare il compito di occuparsi dell’ippica.

E’ di questi giorni la notizia che gli Svedesi, ippicamente parlando, hanno messo all’indice gli stalloni italiani, che unica eccezione tra i paesi più importanti dovranno essere visitati e approvati in Svezia dall’Ente Svedese, prima di essere utilizzati come stalloni per la monta artificiale.
Quindi brutta figura e costi che dovranno essere sopportati dagli ippici italiani.
E’ il risultato di una negazione della fallimentare politica allevatoriale degli ultimi anni e della scarsa credibilità delle corse italiane.
Questo fa il paio con il declassamento dell’Italia nel comitato Pattern che la presidentessa dell’ANG continua a negare.
Sempre continuando a negare l’evidenza, il Ministero chiude gli occhi e si appella a Santa Nega per la credibilità dei controlli effettuati in Italia che sono citati espressamente come poco attendibili dal Comitato Pattern e che obbliga i cavalli galoppatori italiani che stazionano in Italia ad essere sottoposti a controlli preventivi  prima di essere ammessi alle corse inglesi o alle loro aste.

Visto il comportamento, probabilmente i vertici MIPAAFT sarebbero più propensi a occuparsi di struzzi, abilissimi a mettere la testa sotto la sabbia, che di cavalli.

Eppure tutto il sistema è completamente boccato, applaudito solo da una pletora di “esperti” sempre confermati e invitati nonostante i disastrosi risultati degli ultimi anni.

Purtroppo l’APPARTENENZA politica, familiare, amicale prevale sulla COMPETENZA e implacabilmente l’ippica perde oltre 30mila euro al giorno ..e non solo.

Sarebbe utile una breve riflessione su questi dati.

I ricavi nel 2019 continuano nella loro inesorabile discesa. 
Il trend della diminuzione degli introiti dell’ippica segna un meno 32.370 € al giorno rispetto al 2018. Circa 11,780 m l’anno.
Movimento e ricavi dalle scommesse (dati Aams, schema nell’home), al 31 marzo 2019, rispetto al corrispondente periodo 2018, continuano a scendere e il danno erariale ad aumentare:

  • Il dato dei due totalizzatori è pari a–20,03%;
  • La quota fissa registra un +38,41% per un minor ricavo però di 393.658;
  • Il movimento dalle scommesse a riferimento segna –38,15%;
  • Il minor ricavo giornaliero (tot ippico+ tot nazionale+quota fissa+riferimento) è di € 32.370, pari a un meno € 11.782.623 in proiezione annua;
  • Il danno erariale è di € 1.404.121 pari a – 16,44% rispetto al 2018;

E dopo la riflessione sarebbe il caso di fare qualcosa di veramente utile all’ippica invece di girare in tondo.

RedBlack

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