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L’ippica italiana tenuta su con lo scotch

Lo scotch (nel senso di nastro adesivo) è il materiale che più rappresenta l’ippica italiana di oggi.

Tutti i proprietari e i professionisti che a vario titolo ruotano intorno all’ippica italiana sono attaccati con lo scotch per l’aspetto economico, perché a fronte di spese correnti e per far sopravvivere le famiglie e i cavalli, ricevono i soldi a distanza di mesi o di anni.

Gli ippodromi sono appiccicati con lo scotch in quanto, per loro colpe e per colpe ministeriali, non sono più in grado di fornire i servizi essenziali agli operatori, al pubblico e agli scommettitori visto la carenza cronica di certezze sui contratti e i tempi di pagamento.

Gli scommettitori, invece, nemmeno con lo scotch sono rimasti attaccati alle corse ippiche, con la presa in giro del ripristino delle corse straniere.
Non ci sarà nessuna ripresa in modo organico ma solo un uso delle corse estere come tappabuchi per le carenze del palinsesto nazionale.

Con lo scotch sono attaccate le prossime risorse ippiche che saranno distribuite dal MEF a luglio del Documento di programmazione economica. Qui purtroppo siamo in compagnia di tutta l’economia italiana.

Infine con lo scotch è attaccata la credibilità della parte politica del ministero che ad oggi non ha mantenuto le promesse.
Questo sottile appiglio potrà essere spezzato o rafforzato in funzione anche delle future decisioni sull’occupazione delle poltrone ippiche, se l’andazzo sarà come l’ultimo anno cioè che l’appartenenza prevarrà sulla competenza tutto s’infrangerà.

Ecco le massime (libro di Murphy) su questo argomento:

Principio di Peter
“In una gerarchia (il MIPAAFT) ogni membro tende a raggiungere il proprio livello d’incompetenza”.

Corollari
“Col tempo, ogni posizione tende a essere occupata da un membro che è incompetente a svolgere quel lavoro”.
“Il lavoro viene svolto da quei membri che non hanno ancora raggiunto il proprio livello d’incompetenza”.

RedBlack

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