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L’ippica sta sprofondando: grazie Mipaaf

Eppur si muove!

Il Ministero scrive dopo tempo immemorabile un comunicato stampa abbastanza esaustivo, anche se non del tutto veritiero sull’ippica.

Viene ribadita la decisione di ripartire il PREU in modo diverso dall’anno scorso anche se l’ufficialità si avrà solo con la pubblicazione del relativo decreto.

Incredibilmente chi fino a ieri non vedeva e non commentava i marchiani errori fatti dai dirigenti ministeriali, ha immediatamente cavillato sulla parola “allevatori”  scritta sul comunicato facendo finta di non sapere, dopo ben 5 anni di frequentazioni ministeriali, che il capitolo di spesa 2295 è lo stesso per montepremi e allevatori.

Del resto oltre alla memoria hanno perso anche la faccia perché tutta la filiera ippica sa bene e ha buona memoria per ricordare chi fino a pochi giorni fa denunciava come terroristi e disfattisti quelli sottolineavano i ritardi dei pagamenti e annunciavano trionfalmente in scritti e video l’arrivo dei pagamenti a breve.

Sono stati dei complici, negando l’evidenza e coprendo i dirigenti, nel comportamento “omicida” (poiché il ritardo dei pagamenti sta uccidendo il settore rovinando la vita a migliaia di famiglie ippiche) dell’apparato ministeriale che in questi anni hanno via via ritardato fino ad arrivare oltre ai 200 giorni attuali.

E ora si apprestano a promuovere la protesta sul ritardo dei pagamenti cercando un’imbucata per approcciare un ministro che fino ad oggi pare li abbia evitati, e non senza una ragione.

La denuncia sull’iniquità dei ritardi è stata fatta da queste pagine da tempo immemorabile e continuerà ma accanto a questo è ora di proporre soluzioni permanenti e speriamo che questo sarà il prossimo step dello staff del ministro.

L’inesattezza del comunicato riguarda l’ottimismo sulla risoluzione a breve del pagamento agli ippodromi, che invece rischia per le solite obbligatorie e infinite vie burocratiche di non essere concluse entro i primi di dicembre quando si chiude la possibilità di effettuare i pagamenti.

Tutto questo, che può portare a un collasso il sistema degli ippodromi, ha un nome e un cognome che è quello del sottosegretario Castiglione promotore del decreto e che ha negato prima di andarsene la possibilità di correggere i suoi errori speriamo per orgoglio e non per altri motivi meno nobili.

A proposito gli stessi promotori della protesta di mercoledì, gli smemorati dei ritardi, sono gli stessi che fino a ieri inneggiavano al sottosegretario come iniziatore di una nuova era dell’ippica: l’era della rovina.

Proprietari, professionisti, allevatori e società di corse “ringraziano” per questi brillanti risultati e sperano che da domani si occupino di un altro settore magari tutta la filiera avrà chance di sopravvivere.

RedBlack

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