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Mipaaf: aperte le scommesse sulla destinazione del Preu

Proviamo ad anticipare quello che può succedere in questa settimana.

Partiamo da alcune certezze, giovedì il MIPAAFT cercherà di risolvere la grana della “grana” da dare alle società di corse con un’incertezza, il parere della Corte dei Conti e una certezza i circa 3 M del PREU che unito alle disponibilità dovute alla chiusura di alcuni ippodromi potrebbero riuscire a far quadrare il cerchio in alcuni casi delle necessità in altri dei sogni degli ippodromi.
Domani pomeriggio ci dovrebbe essere l’incontro decisivo tra alcuni rappresentanti delle categorie per pretendere il PREU per il montepremi, passaggio del tutto inutile.

Il PREU ammonta a circa 8,5M come l’anno scorso e come l’anno scorso sarà distribuito con circa 1,5M all’allevamento e 4M al montepremi.
L’anno scorso attraverso un pietoso teatrino qualcuno aveva annunciato che tutto il PREU era stato assegnato al montepremi ma in realtà non è stato così, infatti, a dicembre vi fu un repentino dietro front con un vistoso taglio.
Il tutto fu spiegato con una “supercazzola” degna del Conte Mascetti che riuscì a incantare anche il TAR.
Al netto di tutto, il PREU effettivamente assegnato al montepremi fu di 4M esattamente come quest’anno insieme al 1,5M all’allevamento.
Il problema sono i tagli avvenuti nella scorsa finanziaria del 6% che i salvatori della patria di oggi con sicurezza davano come coperti dal PREU, era allora che bisognava lottare.
Il PREU è un finto problema agitato per distogliere dal fatto che mancano all’appello molti milioni di quest’anno stanziati ma non distribuiti.
La realtà è che la battaglia vera inizierà con la finanziaria per le risorse del 2019 e con un progetto per i prossimi anni.
Nessuno potrà appuntarsi medaglie per una battaglia che in realtà non sarà combattuta, la filiera dovrà pretendere che gli 88M previsti siano spesi e rimpinguati con i 4M del PREU già decisi.

Esiste però una variante impazzita visto che  il comma relativo al PREU della legge ZAIA dà la preminenza al ripianamento dei debiti dell’UNIRE (oggi MIPAAFT) e un creditore esiste realmente ed è forte di sentenze emesse dai tribunali: la Cassa Previdenza  trotto e galoppo.

RedBlack

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