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Mipaaft siamo alle solite, per evitare critiche si fa tutto in casa

In un paese “normale”, le persone scelte per svolgere un lavoro di alto profilo, nominate direttamente da un ministro, dovrebbero essere autonome e garantire una procedura di acquisizione delle varie opinioni in modo, usando una parola “esagerata”, democratico.

Ci rendiamo conto che il concetto di democrazia, inteso come pluralità di pareri, non è perfettamente in linea con molti consulenti ippici in forza al Ministero, ma purtroppo per loro in Italia esiste ancora la democrazia, per la dittatura dovranno aspettare e sperare per il futuro.

Al galoppo si è già capito chi sia il (la) capofila che ha abilmente approfittando di una congiunzione astrale dove le varie sigle erano in disfacimento o erano rappresentate da soggetti non dotati di personalità adeguata.
Quindi tutte le altre sigle dovranno rassegnarsi alla subalternità in attesa di “libere” elezioni che mai più saranno riproposte o indette quando ormai sarà tutto deciso.

Lo stesso tentativo si sta facendo per il trotto cercando, in modo grossolano, di porre come capofila autisti di autobus vuoti.
La scusa puerile è che il Siag è stato il primo a richiedere un incontro, giochi da compagni di merende.
Tutte le altre sigle sono state bellamente messe in secondo piano.
Non era difficile proporre che ognuna inviasse 2 rappresentanti, si sarebbe ottenuto lo stesso risultato ma senza spingere a forza qualcuno come capofila.
Perché tutto questo?

Semplice i capofila scelti, non dagli ippici ma dai ministeriali, hanno il tratto comune di non voler nessun cambiamento sullo status quo dell’ippica.
Infatti, sono gli stessi che direttamente o attraverso i loro portavoce sostengono che i pagamenti sono regolari, che la programmazione è perfetta e tutto va bene.
Tutte le sigle che propongono un cambio di rotta e un accantonamento del Ministero dal volante dell’ippica italiana sono state e saranno meticolosamente tenute lontane, con le buone o con le cattive maniere.

Il dramma è che chi adesso tiene il volante sta conducendo tutta la filiera a schiantarsi contro un muro alla velocità di 30.000 euro al giorno di risorse perse.

RedBlack

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