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Niente di nuovo, purtroppo

Ennesima notizia di stampa che lancia agli onori della cronaca il lato oscuro dell’ippica con un elenco di persone coinvolte in un inchiesta della Guardia di finanza (all. 1).
Vengono elencati parecchi ippodromo e alcune corse che si sono svolte in quegli impianti.
Nulla di nuovo, l’arroganza e la violenza di personaggi malavitosi nei confronti dell’ippica è cosa nota ed è stata segnalata anche da ORGANISMO IPPICO  anche nel marzo 2018.
Se l’ ippica vuole avere un futuro dovrà liberarsi da questi fardelli e farsi paladina di corse trasparenti e credibili.
Non sappiamo se tutte le accuse porteranno a condanne penali ma se fossero dimostrate le ingerenze esterne ed eventuali collaborazioni interne, la giustizia sportiva dovrà fare il suo corso.

In calce quanto scritto da un nostro associato.

—mio fratello Ferdinando ……in una gara tenutasi in un ippodromo, di cui preferisco non fare il nome – dato che altre realtà non sono molto diverse – è stato protagonista di un episodio di presunto disturbo a carico di un altro guidatore. Quest’ultimo al rientro nelle scuderie ha messo in atto una sceneggiata da Far West e mentre si defilava sono spuntati dietro di lui una decina di persone che hanno operato nei confronti di Ferdinando un vero e proprio assalto con tanto di calci e pugni.
Persone che non avrebbero dovuto avere accesso alle scuderie e che invece in barba a tutti gli articoli del regolamento delle corse erano presenti.
—Ho potuto costatare che purtroppo intimidazioni e tentativi di corruzione sono frequenti.
Una settimana prima del fatto sopra esposto alcuni sconosciuti, nello stesso ippodromo, sono entrati nelle scuderie e hanno proposto a mio fratello – che ha segnalato il fatto alla giuria che ha annullato la corsa – di non correre a fondo.
Naturalmente entrambi gli episodi sono stati denunciati con altri colleghi da Ferdinando anche alle autorità competenti.
…Noi guidatori siamo una categoria fondamentale eppure siamo considerati come una banda di poveri emarginati da questo Mipaaf, ma senza la quale le corse non esisterebbero.
Una categoria ormai dissanguata – insieme a proprietari e allevatori – dal potere, uomini ridotti a fare una colletta per poter pagare il funerale a un collega scomparso.
Ma chi ha concorso a fare la storia di uno sport non potrà mai essere emarginato.
…Stanno uccidendo la nostra cultura, il piacere di “fare” un cavallo da corsa, la gioia di una sfilata, di un giro d’onore e anche la serenità di poter campare di questo lavoro.
Ma noi questo non lo dobbiamo permettere, usando l’unica arma che ci è rimasta: è quella dignità che ci deve spingere a lottare tutti uniti per ritornare a far vivere questo sport e far vivere i guidatori – e proprietari e allevatori -, a far loro pensare un nuovo futuro professionale e un decoro che ormai non sembra esistere più”.

RedBlack

All.to

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