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Nulla di nuovo sul fronte ippico

Nulla di nuovo sul fronte occidentale” è un famoso romanzo scritto dallo scrittore tedesco Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark.

E’ la cruda descrizione della prima guerra mondiale vista dalla parte degli sconfitti, il protagonista, uno studente arruolatosi volontario, viene ucciso negli ultimi giorni di guerra quando già si stava trattando la resa della Germania in un momento dove nulla succedeva al fronte.

E, infatti, il bollettino di guerra trasmesso da tutti i giornali riportava quanto poi ripreso dal titolo del romanzo “nulla di nuovo sul fronte occidentale”, nulla era successo ma lui era morto mentre non accadeva nulla, per lui tutto era successo quel giorno.

Anche nella nostra ippica disastrata ogni giorno assistiamo al nulla che succede, nessuno dei problemi immensi viene nemmeno scalfito, si assiste solo ad un andirivieni di personaggi che tentano di restare a galla aggrappati a relitti di sigle tutti in cerca visibilità.

In questo silenzio assordante ogni giorno un proprietario se ne va, un allevatore elimina con dispiacere una fattrice, un allenatore vede diminuire i cavalli a sua disposizione, un dipendente d’ippodromo è lasciato a casa, un artiere perde il lavoro regolare o entra in un sottobosco sottopagato senza tutele, uno scommettitore sceglie altri giochi, un frequentatore d’ippodromo sceglie di andare in gita, e molti altri prendono la via dell’estero.

Nulla di nuovo sul fronte ippico” in attesa che qualcosa succeda prima che il nulla, pezzo dopo pezzo si porti via tutti i piccoli e sconosciuti protagonisti della filiera ippica italiana.

Purtroppo è possibile che tutta questa immobilità non sia casuale ma che qualcuno per arrivare a salvaguardare i propri interessi, non necessariamente personali ma di prospettiva politica preferisca, cinicamente, che nulla accada finché non sarà applicata la sua ricetta per la cura dell’ippica: ma trovata la cura il rischio è che il paziente sia morto.

RedBlack

1 Comment

  1. Vittorio ballardini ha detto:

    Per sanare un terreno malato bisogna fare pulizia delle radici vecchie poi si comincia la semina diamo tempo al contadino di svolgere il lavoro che gli spetta,! Il mio pensiero è che cambia il contadino ma la semina è sempre la stessa! Dentro al ministero si è radicalizzato una serpe che ha avvelenato il nostro terreno e che cerca di risorgere attraverso il suo nome!

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