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La protesta di Upt-Ciga ieri su Rai tre Campania. Passano i governi ma per l’ippica è sempre la solita musica

 

La protesta di Upt-Ciga ieri su rai tre Campania

Continua la protesta delle categorie campane. Ieri alcuni operatori hanno manifestato davanti alla sede Rai di Napoli con striscioni e cavalli per rimarcare l’ormai insostenibile ritardo nel pagamento dei premi da parte del Mipaaft.
La notizia della protesta è stata riportata nell’edizione serale del Tg regionale.
Purtroppo non tutti sanno della triste crisi che sta attraversando l’ippica e porsi ai media potrebbe essere un buon metodo per allargare gli orizzonti e sgretolare un po’ quella cappa di deleteri giochi politici che hanno finito per distruggere il settore.

Gli operatori campani non minacciano alcunché né chiedono finanziamenti extra. Chiedono solo di poter vivere del reddito del loro lavoro svolto molti mesi prima.
In uno striscione si legge “SIGNOR MINISTRO CHIEDIAMO UN VOSTRO INCONTRO PER ELENCARE LE NOSTRE PROBLEMATICHE”, non ci sembra poi molto.
Ma dopo oltre una settimana continua la “latitanza” del ministro Centinaio e dei suoi rappresentanti.

 

Passano i governi ma per l’ippica è sempre la solita musica

Fatti non parole.

Sembra un’affermazione ovvia, ma nell’ippica è un concetto ancora non molto chiaro.
Il cambio al Ministero non è avvenuto ieri, ma ben 8 mesi fa, e di chiacchiere ne sono state fatte tante ma fatti, per adesso pochini.

Ieri è apparso sul sito il solito resoconto trimestrale sui pagamenti e abbiamo letto quello relativo al quarto quadrimestre 2018.
Per l’ippica si riferiscono ai premi con pagamenti con IVA e quelli agli ippodromi.
Sorvoliamo sulla solita presa in giro poiché leggiamo che nel quadrimestre in questione le fatture risulterebbero pagate 12 giorni prima dell’emissione visto che il tempo riportato e scritto è: -12 giorni.
Nemmeno il mago Silvan riuscirebbe a tanto.
La media dei pagamenti annuali è di 32 giorni, alla faccia dei 210 giorni reali per i premi e 330 giorni per gli ippodromi.
Poi se controlliamo i pagamenti effettuati nell’ultimo quadrimestre nel 2017, nulla è cambiato, infatti a dicembre 2017 risultava pagato luglio 2017!
Nessun cambiamento è stato fatto, non si è accelerato nulla per i premi ma in compenso sono peggiorati i pagamenti agli ippodromi.
Evviva!
Tutto questo sarebbe già sufficientemente imbarazzante ma siccome non c’è mai fine al peggio i brillanti consiglieri del Ministro hanno superato ogni immaginazione.
Al grido: l’ippica è nazionale e gli scioperi locali sono un attentato alla credibilità di tutto il movimento, si atteggiano a integerrimi censori di ogni vantaggio concesso a gruppi limitati.

Se non comprendono che la richiesta è fatta a vantaggio di tutti, non c’è nulla da fare, ma sono le stesse persone che si sono fatti vanto di impegnare il ministro in prima persona ad accelerare i pagamenti solo per gli stranieri del galoppo dimenticandosi bellamente di quelli del trotto e in generale di tutti gli italiani.

Quando si tratta di fare passerella l’interesse dell’ippica nazionale passa in secondo piano salvo poi condannare chi, perdendo soldi propri, manifesta pacificamente per un diritto sacrosanto.

Se poi chi ha promosso quella lettera al comitato pattern pensa seriamente che una lettera possa convincere i membri del comitato che è iniziato un nuovo corso sui pagamenti in Italia, siamo proprio rovinati.

RedBlack

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