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QUESTIONE SAN SIRO

QUESTIONE SAN SIRO

Questione San Siro

1) il fatto che gli insetti abbiano scelto le piste e non il rettangolo dell’equitazione non è casuale.

2) È dipeso dal fatto che in pista da corsa c’erano le condizioni ideali per la riproduzione: tranquillità di ambiente e condizioni stabili d’ umidità.

3) condizioni che dipendono probabilmente da una manutenzione assente.

4) Ovvio se si pensa che tutte le energie sono state spese per il mantenimento del rettangolo dell’equitazione, nella prima metà di luglio, nel suo smantellamento nella seconda metà e dopo sono cominciate le ferie per tutti.  La squadra di manutenzione, oggi, è numericamente molto inferiore a quelle  impiegate in passato.

5) La mancata irrigazione delle piste ha permesso le crepe nel terreno e ha instaurato un microclima costante, condizioni che hanno facilitato la proliferazione e la diffusione delle larve, di cui nessuno di è accorto fin quando qualcuno non è andato a vedere a fine agosto, per verificare lo stato della pista, prima che cominciasse la riunione autunnale di corse.

6) Le larve distruggono le radici delle graminacee di cui sono ghiotte. Il tappeto d’erba rimane come giustapposto al terreno sottostante, ma ha perso ogni legame con esso: l’erba ingiallisce rapidamente e, al primo passaggio di cavalli in corsa, sarebbe volata via: da qui il necessario rinvio dell’apertura

7) Come primo step occorre la disinfestazione dell’area. La letteratura dice che con l’antidoto giusto in un paio di settimane si blocca il processo di aggravamento.

8) Poi si deve passare alla risemina. Di solito si semina a fine novembre, per avere una pista ottimale a metà marzo. Tempi non comprimibili (con l’ eccezione di Livorno dove tutto è possibile…)

9) Pensare di correre a un mese di distanza è un ‘utopia. A quella data avremo sì un tappeto erboso rigenerato, pronto, però,  a saltar via alla prima zoccolata.

10)  È probabile, un completo salto della stagione. A Milano solo una volta non si è corso per un prolungato periodo di tempo. Fu nel maggio del 1898, quando scoppiarono i tumulti di popolo repressi dal generale  Bava Beccaris, il quale decretò, tra le altre misure, il divieto di assembramento, quindi le corse, che ne erano un’occasione. Nemmeno le bombe della seconda guerra mondiale riuscirono a interrompere l’attività. Ci sono riusciti invece, gli insetti giapponesi….

11) Si poteva evitare? Sì, con una semplice, ma accurata, manutenzione di routine, tenendo presente il pericolo segnalato da almeno 5 anni dalla Regione Lombardia. Infatti la regione, dopo la prima infestazione di Popilia nel Parco Ticino, promosse studi e convegni di sensibilizzazione sul grave pericolo ed allo scopo fu stampato un depliant di certo conosciuto anche da Snaitech.

12) Non solo: molti ricorderanno che alcuni anni fa ci fu un altro problema (la vespa germanica con i suoi nidi sotto terra, rese pericolosissima la pista per i cavalli in corsa). La Società di corse fu messa in contatto con l’Istituto di Entomologia per il monitoraggio della pista e il problema fu risolto.

13) Il danno per l’ ippica è immenso. Comunque si potrebbe valutare, da parte degli allenatori di stanza a San Siro, se il contratto sottoscritto impegna la Società a fornire servizi, tra cui le corse.

14) La collaborazione con l’Istituto di Entomologia esiste ancora o è stata cestinata per risparmiare? Sono stati attivati i rapporti con gli uffici della Regione preposti al trattamento di queste questioni?

Dopo aver affossato il trotto milanese, ora è il turno dell’ affossamento del galoppo… Fossi la Fei inizierei a preoccuparmi per il 2023!

RedandBlack

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