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Regole e Giudici

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta degli operatori campani in merito all’uso della frusta ed alle relative sanzioni applicate:

Quando iniziammo a guidare, era stata appena cambiata la regola sull’uso della frusta in corsa. La regola permetteva di comandare il proprio cavallo, con le redini in entrambe le mani e tutti si abituarono condividendo questa regola. Era un primo passo verso la tutela del cavallo, il nostro amato cavallo che ci procura da vivere ed è stato giusto così.
Adesso le regole italiane si sono totalmente adeguate alle norme Europee e anche in questo caso noi operatori italiani abbiamo condiviso quest’adeguamento.
Quello che non ci torna oggi sono le punizioni applicate per l’uso scorretto della frusta. Sembra che la ratio di queste punizioni abbia perso di vista la tutela del cavallo.
Infatti, l’applicazione pedissequa della codifica C17, disposta dal MIPAAF, porta a un paradosso: si punisce allo stesso modo sia il superamento del numero massimo di frustate consentite negli ultimi 500 metri (7) sia l’utilizzo di una frustata con il braccio che oltrepassa l’altezza della spalla. Quest’uniformità per noi è iniqua perché si perde di vista lo scopo per cui è stata introdotta questa regola cioè il benessere dell’animale.
Infatti, se il nostro amico cavallo potesse parlare, ci direbbe “preferisco una frustata sola”. L’uso di una sola frustata col braccio che oltrepassa l’altezza della spalla può essere necessario per una difesa del cavallo e in questi casi è richiesta un’azione rapida che rende difficile l’abbinamento tra pensiero e azione in caso di pericolo immediato.
Con questa logica anche la sanzione per una singola frustata nel momento dell’estrazione dei tappi o cuffie è troppo severa valendo lo stesso ragionamento sulla tutela del cavallo.
Si evince pertanto che le giurie applicano i regolamenti in modo pedissequo, non con l’obiettivo della tutela del benessere animale, ma con il fine di salvare se stessi.
Infatti, chi valuta i giudici ha una visione limitata e letterale e non segue la logica del buon padre di famiglia. Alla luce di queste rigidità non regolamentari ma d’interpretazione, riteniamo necessaria una rimodulazione delle pene, con l’obiettivo primario della tutela e il benessere del cavallo.
Grazie mille della vs. attenzione.
Cordialmente”

I Rappresentanti Campani
Mario Minopoli  jr
Nicola Merola
Marcello Vecchione
Massimo Pignatelli
Giorgio D’Alessandro sn
Raffaele D’Alessandro
Vincenzo Luongo

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