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Resistere ma non tacere. Il parere di Alberto Bosi

La situazione sembra peggiorare di giorno in giorno, e in tutta Italia migliaia d’ippici ogni giorno accudiscono, allenano e curano migliaia di cavalli in attesa che lo starter dia il richiamo di entrare in pista.
Si deve resistere e gli ippici resisteranno.
Ma per qualcuno tutto questo dovrebbe avvenire senza che gli ippici facciano sentire la propria voce.
Assurdo.
Gli ippici hanno il diritto di esporre i loro problemi e chiederne la risoluzione.
Non è certo questa calamità ad aver sdraiato l’ippica ma purtroppo è arrivata in un momento in cui il settore era già allo stremo.
Non tutto quello che viene scritto è logico e realizzabile, ma gli ippici hanno il diritto di parlare.
Quindi nessuno può ergersi a mestrino o maestrina bacchettando gli ippici dall’alto di un pulpito che nessuno gli riconosce.
Nel concreto quasi tutti gli interventi convergono su pochi punti essenziali iniziamo da questi. 

RedBlack

Il parere di Alberto Bosi

Oh, se i Francesi anziché prendere di mira Fincantieri, Mediobanca, Generali ecc. ecc. decidessero di fare un pensierino alla ns/ Ippica prendendo in mano con PMU la gestione delle scommesse togliendola a quei buoni da niente dell’Aams forse (e anche senza forse) chi ne beneficerebbe sarebbe proprio lo Stato Italiano.
Alla base di tutti i problemi, come da tempo evidenziate, c’è il calo costante del gioco e chi è che lo deve promuovere, incentivare, rendere più appetibile?
… e allora provocatoriamente dico:
Vive le Trot !!!

Vive la France et l’Italie unis hippiquement !!!(Alberto Bosi)

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