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Ripartono le corse ma le scommesse restano al palo

casalone cavalli

Riprendono le corse ma rimangono chiusi i punti di accettazione delle scommesse, a tal proposito riportiamo il comunicato inviato da Organismo Ippico, Anag e Upt ai Ministeri competenti.

Alle  Eccellenze
Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova
Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri
Ministro degli Interni Luciana Lamorgese

Oggetto: riapertura delle corse dei cavalli

Lo scrivente Organismo Ippico Italiano, associazione senza scopo di lucro rappresentativa di lavoratori dell’ippica, società di corse, categorie del trotto e galoppo –proprietari, allevatori, allenatori, guidatori e fantini- ha preso atto dell’intervento diretto del Ministro, in forza del quale ricominciano le corse dei cavalli a decorrere dal 25 maggio 2020, ma, pur nel doveroso plauso per un provvedimento che finalmente muove il settore ippico configurando uno scenario di speranza per gli operatori, non può esimersi dalle previsioni delle ineludibili conseguenze che tale apertura delle corse, così come attuata, comporterà.

Se dunque l’incipit non può che essere espressione della soddisfazione per l’impegno assunto dal Governo in ausilio al settore ippico, dopo anni di inerzia, non può non aversi riguardo alla esiziale mutilazione delle risorse 2021, ove alla riapertura delle corse non si coniughi la riapertura delle scommesse: ricordando fra l’altro che la scommessa ippica non è gioco d’azzardo, anche sotto il profilo della piaga della ludopatia. E’ noto del resto che l’intero comparto trae le proprie risorse dai proventi delle scommesse ippiche: in particolare, a parte la questione del montepremi, il MEF ha l’obbligo di trasferire i proventi delle scommesse al Mipaaf per il funzionamento del comparto, non solo per la remunerazione degli ippodromi, ma anche fra l’altro per la vigilanza delle corse e giustizia sportiva.  Il deficit nel volume delle scommesse ippiche determina dunque collasso in segmenti della filiera ippica indispensabili per la creazione di un prodotto trasparente e per la permanenza del settore.

Quindi,  il comparto che riparte può sì guardare alla sua sopravvivenza con la ripresa delle corse, ma con un equipaggiamento concettuale effimero, atteso che la mancanza dei proventi derivanti dalle scommesse determinerà matematicamente la riduzione delle risorse con esiti da tregenda per gli operatori tutti.

A ciò debbono aggiungersi due ordini di considerazioni:

  1. La perdita di una grande opportunità per il comparto ippico, che vedrebbe in questo periodo -stante la latitanza del calcio- una centralità nelle scommesse, attirando un numero maggiore di scommettitori, nell’interesse non solo del comparto ma anche dell’erario;
  2. Il pericolo, che non si può fingere di ignorare, della proliferazione delle scommesse clandestine, con tutto l’indotto di criminalità e di perdita di credibilità del settore che ciò comporta.

Lo scrivente Organismo di conseguenza chiede che la riapertura delle corse dei cavalli sia accompagnata dalla riapertura delle scommesse ippiche, eliminando quei segni di criticità sopra evidenziati, che condurrebbero un provvedimento di per sé eccellente a produrre effetti controproducenti.

Il Ministro, con la decisione della riapertura delle corse, ha evidentemente accolto l’invocazione di un settore che non è in grado di assorbire differimenti neppure di ore, pena l’irreversibilità della decozione del comparto ippico, con perdita occupazionale e imprenditoriale apprezzabile anche a livello dell’economia generale.

La presente vale dunque come vera e propria invocazione di salvezza per l’ippica, attraverso l’immediata riapertura totale dei punti di accettazione delle scommesse ippiche, che, per la sopravvivenza dell’ippica, costituiscono una indissolubile endiadi con le corse dei cavalli.
Ciò che rende non solo funzionale, ma doveroso un intervento in tale direzione da parte del MEF.
Consentirebbe, sia alle categorie imprenditoriali ippiche, sia ad un popolo di decine di migliaia di famiglie che vivono di ippica, riqualificazione, trasparenza, lavoro, progettualità sul territorio, sostegno a politiche della buona occupazione, sostegno agli investimenti delle imprese, nel rispetto delle norme, senza pastoie burocratiche, e nella vigilanza e controllo pubblico.

Se, dunque, il settore ha ancora -e grazie anche agli interventi del Governo sopra ricordati-, qualche residuo margine di sopravvivenza, e di rilancio in termini anche di incremento occupazionale e buona occupazione, appare imprescindibile affiancare alla riapertura delle corse la riapertura totale dei punti di accettazione delle scommesse ippiche.

Organismo Ippico Italiano: Marco Folli
Anag: Ottavio Di Paolo
Upt: Francesco Gragnaniello

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