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Risorse ippiche ridotte al lumicino

I dati del primo semestre sono disastrosi per la raccolta delle scommesse ippiche.
Il blocco delle corse ha coinvolto circa 11 settimane su 26 quindi il 43%.
Il calo invece varia dal 58 al 61%. Di conseguenza un calo aggiuntivo 17%.
Su base annua si potrebbe raggiungere un calo delle risorse disponibili per l’ippica di 10M.
Di questa “tragedia” monetaria sembra non importare a nessuno.
Tutto viene programmato come se niente fosse.
Nessun tavolo di confronto per analizzare la situazione, solo il pilota automatico innestato.
In ogni caso le giornate di corse ci sono quindi si distribuiscono i gettoni, gli uffici hanno da lavorare, Unirelab analizza, le commissioni disciplinari fatturano, dove sta il problema?
I problemi sono degli ippici che si debbono alzare alle cinque per lavorare con sempre meno risorse, delle strutture che diventano sempre più fatiscenti, di chi perde il lavoro, dell’illegalità che avanza visto il calo delle risorse e delle lungaggini per prendere i soldi. 
All’estero cali molto inferiori al 10% creano il panico e tutti si attivano per recuperare.
Qui si cerca di restare attaccati ad un ministero che per l’ippica ha il compito di distribuire i soldi decisi in finanziaria in modo trasparente, in quanto il compito di incrementare le risorse non è contemplato dagli obiettivi scritti nelle sacre carte burocratiche.
Dimenticavamo, il PREU l’anno prossimo sarà inferiore quasi di 1M e anche le entrate erariali derivanti da giochi e scommesse sarà dopo molti anni al ribasso, quindi il rischio che anche quanto destinato all’ippica in forza della legge Zaia diminuisca congiuntamente.
Nulla di tutto questo pare interessare gran parte della filiera.
Continuano ad esserci degli incalliti statalista che ritengono il Mipaaf il miglior mondo possibile.

RedBlack

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