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Roma, Napoli una tragedia dopo l’altra

Fare le cose in fretta non vuol dire farle bene, anzi in molti casi si peggiorano.
Questo sembra essere il motivo conduttore del lavoro del Ministero tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019.

Dopo il decreto Babbo Natale scritto in fretta e furia, un calendario, finalmente annuale, ma largamente incomprensibile tecnicamente, è arrivata ieri la risposta piccata delle sigle sindacali unite dell’ippodromo di Agnano, in merito al depauperamento di giornate e montepremi dell’ippodromo partenopeo verso altri lidi più nordici.

Si ringrazia per la rapidità ma ci si lamenta della mancanza di spiegazioni circostanziate in merito ai tagli subiti che mettono a rischio un intero comparto, forse il Ministero aspetta la conferma della chiusura di Roma per reintegrare, applicando il detto latino “mors tua vita mea” dimostrando buona cultura classica ma una profonda miopia imprenditoriale.
I sindacati tentano d’introdurre il concetto di correlazione tra risorse investite/ricavi dalla raccolta delle scommesse, tempo perso.
Un suggerimento: poiché i sindacati lamentano che la mano destra prende i soldi dalla sinistra, anche se il totale non cambia, è bene chiedere come sarà distribuito il PREU 2019 che dovrebbe essere una risorsa aggiuntiva al montepremi stanziato e chiederlo con forza pretendendo risposte certe e non vaghe, come gli ultimi ex assidui frequentatori che, tra una canzone e l’altra, si sono fatti sfilare da sotto il naso il PREU 2018 (8,5M)

Cosa volete che argomenti chi ha deciso che per il 2019 gli ippodromi saranno remunerati senza nessuna correlazione tra soldi presi e servizi erogati agli addetti e al pubblico?
Con buona pace dei frequentatori del web plaudenti, per ora, al nuovo corso perché controllerà come i soldi pubblici siano erogati agli ippodromi, i parametri a oggi scritti nel decreto Babbo Natale sono:

  • Si è svolta la giornata di corse? Si/no
  • Quanti cavalli sono partiti?
  • C’erano GP? Se si quanti?

Come si vede punti altamente qualificanti che i gestori di ippodromi faticheranno certo a dimostrare………dimenticavamo non devono applicarsi durante il 2019 ma solo ricordarsi quello che hanno svolto nel 2017/2018.
I Sindacati e gli operatori ippici troveranno molte difficoltà, non a farsi ricevere, ma a intavolare un qualsiasi discorso tecnicamente sensato.

Dati, peraltro, che il ministero dovrebbe possedere senza bisogno di ricerche.

Inoltre molti punti pubblicati dal giornale Libero in merito ai lavori della Commissione sembrano essere in antitesi con quanto emanato ed espresso nelle riunioni al MIPAAFT.
Certo la TASK FORCE lavora per il 2020.
Quindi nel 2019 libero sfogo ai dilettanti allo sbaraglio in attesa che scendano in campo i professionisti nel 2020……….non ce lo possiamo permettere!

Intanto mentre Napoli si lamenta dei tagli, Roma non apre.
Una tragedia!

Abbiamo saputo chi è stato presente per il Comune di Roma, chi era presente per Hippogroup-Capannelle, ma chi ha discusso per il MIPAAFT è ignoto. Speriamo non dei dilettanti.

RedBlack

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