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Siamo su scherzi a parte

Che nell’ippica si possa dire tutto e il contrario di tutto è cosa purtroppo risaputa.
Pochi riescono sempre a essere coerenti.
Tra questi pochi, i rappresentanti delle Categorie Campane e l’Organismo Ippico.
Da alcuni anni da queste pagine abbiamo stigmatizzato l’ignobile ritardo dei pagamenti e le Categorie Campane l’anno scorso hanno posto in essere forme di protesta per il ritardo dei pagamenti, e pur facendolo per il bene di tutti sono state fortemente criticate.
Ora le stesse persone o sigle, che dir si voglia, che per anni hanno preso in giro gli ippici urlando, scrivendo falsità, cioè che i pagamenti erano a 60gg, vogliono mettersi alla testa della protesta alla scadenza indicata dalle Categorie Campane cioè il 3 marzo.

Evitate, non siamo su scherzi a parte, l’ippica è in una crisi profonda anche grazie alla claque di ippici che hanno osannato scelte scriteriate del Ministero, vantandosi di indirizzare queste scelte.
Perché questo voltafaccia?
Fino a ieri si vantavano di accedere con via preferenziale al Ministero, applaudivano gli “amici”, Castiglione o i nominati da Centinaio, e applaudivano tutto, anche decreti che danneggiavano l’ippica, sostenendo anche il falso inneggiando alla regolarità a 60gg dei pagamenti.
Che tristezza!
Ora che, a loro dire, non ci sono più “amici” vorrebbero accreditarsi come salvatori dell’ippica dopo aver contribuito con il loro appoggio acritico ad affossarla.

Le categorie Campane e Organismo non hanno e non avranno “amici” da sostenere ma solo verità da chiedere e accuse da indirizzare a chi non mantiene le promesse, a prescindere dal colore politico e da chi siano i dirigenti.
Non salite su questo carro, poiché sareste i primi a scendere se arriveranno ancora gli “amici” anteponendo ancora una volta i propri interessi a quelli dell’ippica in generale.
L’ippica è in una situazione gravissima, solo con l’aiuto degli ippici seri e credibili potremmo uscirne.
Di compagni di viaggio sottoposti, ad essere ottimisti a controlli 2 o 3 volte in 3 anni, che  però si permettono di usare strumentalmente le presunte positività per denigrare colleghi o avversari (controllati centinaia di volte all’anno) non ne abbiamo bisogno.

RedBlack

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