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Tanto rumore per nulla

Inizia una settimana decisiva per l’ippica.
Tutti si aspettavano una risposta semplice e chiara in merito alla ripartenza.
Nulla di tutto ciò, siamo sempre ad aspettare qualcosa o qualcuno.
Eppure nel fatidico decreto legge del 16 maggio qualcosa c’ è scritto.
Infatti all’articolo 8 indica come anche gli “eventi e spettacoli compresi quelli di carattere ludico e sportivo” potrebbero addirittura svolgersi alla presenza del pubblico “ove ritenuto possibile.”
L’ippica chiede lo svolgimento a porte chiuse.

Inoltre all’articolo 14 si permette lo svolgersi delle “attività economiche, produttive e sociali” purché nel rispetto dei “protocolli o linee guida“ adottati da regioni, provincie autonome o a livello nazionale.
Lo stesso articolo specifica che le limitazioni devono essere ispirate ai criteri di “adeguatezza e proporzionalità”.
Quindi precisando che:

  • Nessuna regione o provincia autonoma o il governo ha vietato l’apertura dei centri di allenamento
  • La quasi totalità degli addetti ippici, dei dipendenti degli ippodromi già giornalmente lavora nei centri di allenamento
  • Il numero degli addetti presenti in una giornate a porte chiuse sarebbe di poche decine superiore a quanto già avviene per gli allenamenti
  • Lo spostamento dei cavalli sul territori nazionale per scopi sportivi coinvolgerebbe un numero di mezzi irrisorio rispetto alla movimentazione giornaliera dei mezzi pesanti

Dove sta il problema?

  • Il protocollo è stato bocciato?
  • Il protocollo deve essere modificato?
  • Il problema sono gli operatori televisivi o giurie e funzionari nominati dal MIPAAF?

La filiera ha necessità di avere risposte chiare!
Il fatto inquietante è che tramite i soliti canali paralleli sono già usciti calendario, libretti, iscrizioni ma non l’unica cosa importante: il protocollo.
L’unica data nota che è apparsa (all. 1) è la chiusura certa fino al 14 giugno delle sale scommesse, quindi dal 15 giugno ripartiranno le corse? Sarà questa la fatidica data?
Un brivido corre lungo la schiena degli ippici.

In questa stessa data, come recita il punto M all’articolo 1 del DPCM, sarà addirittura possibile organizzare eventi all’aperto con presenze fino a mille persone presumibilmente su aree notevolmente inferiori ad un ippodromo?
Gli operatori che si alzano alla mattina alle cinque e hanno investito il futuro loro e delle proprie famiglie hanno il diritto di sapere e qualcuno la faccia la deve mettere per dare una risposta chiara.
Attendiamo poche ma precise parole, non speranze o il rimbalzare ad altri la palla.

RedBlack

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