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Una normale anormalità

Che tutta la filiera ippica abbia un bisogno incredibile di tornare a correre è innegabile.
Che la ripresa debba avvenire prima possibile è, non solo un nostro desiderio, ma una necessità economica per la sopravvivenza del settore.
Fatte queste premesse, le regole devono essere rispettate, perché in caso contrario saremmo una repubblica delle banane.
Ora in vari siti e nel tam tam dei social appaiono come d’ incanto un calendario, i libretti degli ippodromi e le iscrizioni alle corse.
Ufficialmente però non c’è ancora il via libera alle porte chiuse, non esiste un calendario pubblicato con decreto dal MIPAAF, i libretti non sono stati approvati come prescritto dal MIPAAF.
Le anticipazioni prevedono un numero di corse in contrasto con i decreti di dicembre che se non vengono sostituiti con altri decreti sono, nel loro piccolo, legge.
Discutere, proporre, suggerire sono il sale della vita, anche quella ippica, ma creare un universo parallelo in concorrenza con quello ufficiale facendolo passare come fosse vero, è la rappresentazione esatta di uno dei problemi dell’ippica attuale: il rispetto delle regole è un optional e non la via maestra.

Continuando a far credere che il falso sia l’originale non si fa il bene dell’ippica.

Se poi questi “falsi” corrisponderanno al vero avremo la prova provata dell’inutilità del MIPAAF e delle regole scritte.

RedBlack

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