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Vita dura per gli ippici: oltre il caldo gli obbrobri del Mipaaft

L’ultimo giapponese nella giungla che è convinto che la seconda guerra mondiale non è finita esiste anche in Italia.

Ovviamente non sono giapponesi e non si parla della seconda guerra mondiale ma l’esempio è calzante, infatti, a dispetto di tutte le evidenze qualcuno continua a difendere l’efficienza del MIPAAFT  come diceva Totò: a prescindere!

I due argomenti all’ordine del giorno dei “giapponesi” sono i pagamenti e le corse in TV dalla Svezia.

Per i pagamenti i 180 giorni di ritardo di chi ha partita IVA che sono scandalosi non sono il problema ma per questi irriducibili il problema è marginale in quanto sono solo 188 soggetti!
Che chi fattura con IVA siano poi le scuderie e i professionisti più strutturati con il personale regolare e con una contabilità probabilmente chiara non conta, la colpa è loro e non di chi non li paga, per i “giapponesi”, infatti sono troppo pochi e se si adeguassero al minimalismo che questi soggetti vorrebbero imporre alla filiera ippica adeguarsi ad avere pochi cavalli.

L’altro argomento è la mancata trasmissione delle corse svedesi.

In questo caso, dando credito alla ricostruzione molto precisa fatta dai social, la mancata trasmissione sarebbe dovuta all’inadempienza contrattuale del MIPAAFT che non ha pagato quanto dovuto da contratto.

Certo gli svedesi si sono stupiti, per gli operatori italici, l’inadempienza ministeriale è cosa di tutti i giorni.

Il fatto è semplice e la colpa è di chi non ha onorato un contratto sottoscritto invece per i “giapponesi” il MIPAAFT è indenne da colpe in quanto la mancata trasmissione dipenderebbe dalla mancata partenza del palinsesto complementare!

Siamo all’assurdo si confonde il palinsesto giornaliero che dipende dal MIPAAFT con il complementare che dipenderà dagli assuntori di gioco, due argomenti totalmente diversi e distinti.

Per i giapponesi la colpa è sempre degli altri e mai del MIPAAFT anche se i fatti sono evidenti, mai arrendersi!

Tra le righe i ben informati giapponesi sempre presenti nella giungla burocratica di via XX settembre avanzano il sospetto che nell’aspettativa del palinsesto complementare, che niente a che vedere con il palinsesto giornaliero, non sono stati stanziati i fondi per le corse estere da inserire nel palinsesto giornaliero. Se fosse vero sarebbe l’ennesima tragedia in due atti:

  • Atto primo: non trasmissione e mancati introiti con relativo danno erariale e danno all’ippica (come si sa i costi delle corse estere sono il 3% circa del movimento dove l’ippica incassa mediamente il 14%);
  • Atto secondo: come visto nel dicembre 2017 per pagare la dimenticanza delle corse estere (per noi una balla colossale) sono stati devastati i montepremi giornalieri di dicembre con un taglio quasi di alcuni milioni di euro.

Ma per i “giapponesi” la guerra non è finita e il MIPAAFT non sbaglia mai, della serie:

il problema non è che pensi quello che dici ma che dici quello che pensi”.

RedBlack

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