Ritornare indietro di 20 anni, tagliare ippodromi, cavalli e corse, questa la ricetta

Oggi assemblea Anact a Milano

I conti non tornano:

  1. I ricavi dalle scommesse (allegato 1, dati Aams) sono in discesa verticale. Al 31.05 il movimento dei due totalizzatori segna – 17,40%,  persi tra gioco al totalizzatore e quota fissa 4.752.709 rispetto al 2016. Un minore ricavo quotidiano pari a 31.378,88 euro, 11.457.584,32 in proiezione annua, destinati ad aumentare con Roma Capannelle, Palermo e Civitanova che hanno sospeso l’attività. Il danno erariale al 31.05 è di 1.050.403,54 (tot. 1.642.311,54 quota fissa  + 591.908);
  2. Roma Capannelle, Palermo, Civitanova sono chiusi, altri stanno per chiudere, altri in svendita;
  3. Ippodromi, allevatori, proprietari, allenatori, guidatori, fantini attendono da più di sette mesi di essere pagati dal Mipaaf e sono “alla fame”;
  4. I prodotti (allegato 2) nati al trotto sono passati dai 4530 del 2008 ai 1693 del 2016 per una diminuzione pari al 62,62%, in percentuale maggiore al galoppo;
  5. Posti di lavoro ridotti al lumicino, da ultimo la procedura di licenziamento in corso a Roma Capannelle per 18 dipendenti.

Raddoppiando le cifre in negativo del punto 1, sommando a queste l’annunciata diminuzione del 20% del finanziamento pubblico (dai 95.896.052 del 2017 ai 76.716.084 del 2018 per una minore erogazione di 19.179.021) otteniamo un buco di bilancio di 42.094.189,64.

E’ evidente che tra poco allevamento e filiera ippica non esisteranno più.

Ma non è questo che colpisce. Quello che colpisce è l’indifferenza del Mipaaf, dell’Anact e di tutti coloro che sono chiamati a formulare un piano di rilancio degno di questo nome.

Il Mipaaf dovrebbe avere un piano che invece non esiste.

Più che dai numeri e da combinazioni di numeri l’unica via di salvezza può arrivare da un progetto trasparente e la trasparenza del progetto viene dalla trasparenza delle persone, al Mipaaf e al Mef prima di tutto e subito dopo dai vertici delle categorie che dovranno partecipare al piano di stabilizzazione e rilancio.

E’ necessaria un’ippica sana capace di accerchiare quella delle menzogne e dei personalismi, della poca trasparenza che hanno caratterizzato la conduzione dell’ex Unire prima, dell’Assi dopo e del Mipaaf ora.

Dovrà essere un progetto realistico, le bugie di questi anni stanno mascherando i problemi reali, che sono più gravi di quello che sembrano. Gli operatori ippici fanno fatica a sopravvivere e sono in via di estinzione gli assi portanti fondamentali del sistema ippico: allevatori, proprietari, appassionati, società di corse, lavoratori.

Un progetto serio che deve partire da un punto fondamentale ed irrinunciabile: la certezza delle risorse

In una filiera che dovrà inevitabilmente certificare l’aumento delle nascite dei cavalli e la ripresa di un “buona occupazione” contro il lavoro sommerso e/o precario.

Società di corse

Il Mipaaf, come ormai consuetudine, continua a navigare a vista, senza idee e senza progetti.

Un pezza su una falla oggi, un’altra domani per tappare un altro buco, senza vedere la voragine aperta ormai da tempo.

Ma d’altronde che cosa ci si può attendere da un Ente nel quale la mano destra sembra non sapere cosa fa la sinistra?

Le società di corse sono state convocate oggi alle 16.00 per prendere visione a metà anno (sic!!) del testo della sovvenzione 2017. Testo che doveva pervenire agli interessati ieri (doppio sic !!) e che  invece non è stato inviato. Comunque da radio Mipaaf si apprende di una diminuzione del punto corrisposto ad ogni ippodromo. Da 22.000 a 20.000 euro, per un calo vicino al 10%. Si dovrebbe passare dai 50.000.000 erogati nel 2016 ai 45.940.500 di euro iscritti al capitolo 2297 del bilancio 2017.

Considerando i sacrifici dei gestori degli ippodromi, molti dei quali per essere a Roma si dovranno alzare presto e tornare a casa a tarda ora, il mancato rispetto del Mipaaf nei confronti degli operatori è imbarazzante.

Roma Capannelle

Aumento del canone di concessione da parte del Comune, riduzione del 10% del corrispettivo alle società di corse, braccio di ferro con il Mipaaf stanno portando alla chiusura dell’ippodromo di Capannelle. Per ora relativa alla sola organizzazione di corse al trotto, estesa in futuro forse anche al galoppo.

Senza entrare nel merito delle vicissitudini societarie, che fanno – speriamo di sbagliarci -pensare ad un abbandono della piazza romana da parte di Hippogroup, stiamo assistendo all’ennesimo colpo mortale per l’ippica italiana.

 Tev

Comparazione movimenti e ricavi scommesse al 31.05

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Prodotti nati in Italia 1982/2016

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