BELINA JOSSELYN
G.PRIX DE FRANCE 2018

A carnevale ogni scherzo vale è un detto conosciuto da tutti, ma quello che si sta preparando non è uno scherzo.
Radio Mipaaf sul futuro del settore, affidato a una vecchia conoscenza.
In fin dei conti ha già calcato il palcoscenico come Commissario Unire ai bei tempi di Franco Panzironi nel ruolo di Segretario generale nel 2003 e poi nel 2005 con Gianni Alemanno come ministro.
Visti i precedenti, si pensa a un nuovo carrozzone parastatale, fotocopia dell’Unire che fu, che chiuse brillantemente la propria vita con un bilancio in pareggio, ma con 150M di crediti inesigibili e che ha costretto la filiera ippica a rinunciare a circa 60M nel triennio 2013/2015 per pagare i debiti contratti sotto lo sguardo cieco del ministero.
Sembra che il candidato più palpabile a dirigere l’organismo di gestione dell’ippica – previsto in finanziaria al punto 1058 – possa essere il Commissario esperto, dott. Saverio Abate.
Da individuare ancora il direttore generale, vista al momento l’indisponibilità di Franco Panzironi.
Si procederà poi alla ricerca di una ricca sede, nuovi dipendenti (occhio a parenti e amici), riposizionamento degli attuali dirigenti e all’indizione di un nuovo concorso a risposte multiple (già conosciute) per rimpolpare la schiera dei funzionari e giudici.
Ogni tanto cambiano nomi e volti. Qualche volta invece nomi e volti ritornano.
Il modo di ragionare e di risolvere i problemi da parte di Mipaaf e società di corse (con il tacito e colpevole silenzio delle categorie) è sempre quello.
Quello che ha portato il settore al default, alimentando assistenzialismo e clientelismo ed escludendo ogni criterio meritocratico.
Si continua a creare e riciclare una filiera di falsi dirigenti, falsi manager, falsi allevatori, falsi proprietari, falsi allenatori, falsi guidatori, che ha contribuito a far perdere il significato di professionalità a ogni componente dell’ippica, portando allo sfascio tecnico e amministrativo e al degrado che è sotto gli occhi di tutti.
La riqualificazione e il rilancio del settore annunciati dal ministro Martina e dalle categorie amiche rispecchiano la politica delle briciole del Mipaaf che non servono a chiudere una voragine e il taglio discrezionale di corse che ha causato e causa un fatale impoverimento di trasparenza, di proprietari, allenatori e lavoratori.

Lo dicono i numeri che si contrappongono alle parole di chi non ha altro da opporre.

Organismo Ippico Italiano

GRAND PRIX DE FRANCE  Gr.1  Mt. 2100  € 400.000

3 BELINA JOSSELYN J.M.BAZIRE
8 BOLG EAGLE F. NIVARD
4 PROPULSION O. KIHLSTROM
12 BRIAC DARK M. ABRIVARD
15 RINGOSTARR TREB G. GELORMINI

 Se serviva una riprova per avere la conferma che Bold Eagle non è più quello dello scorso anno ce l’ha fornita oggi il Prix de France che lo ha visto soccombere, seppure a fil di palo, a una splendida Belina Josselyn. Per l’allievo di Sebastien Guarato si tratta così del sesto posto d’onore consecutivo.

Contrariamente a quanto si pensava a farsela in avanti anziché Propulsion era proprio Bold Eagle, che dopo partenza sollecita avanzava all’esterno per sfilare su Wild Honey che aveva rilevato al comando Timone Ek. All’esterno si industriava Propulsion seguito da Ringostarr Treb pedinato a sua volta da Belina Josselyn.
Già all’imbocco dell’ultima curva, mentre Propulsion andava all’attacco del leader, Belina all’esterno di tutti con un gran finale aveva la meglio dei due in prossimità del palo.
Più indietro Ringostarr Treb, rimontato all’interno seppur di poco da Briac Dark, doveva accontentarsi del quinto posto.
10.2 il tempo al chilometro della figlia di Love You e Lezira Josselyn con un Jean Michel Bazire ispirato e mai e poi mai da sottovalutare.
Dunque ancora una bella corsa con un arrivo spettacolare per opera dei tre più attesi.

Molto bene Ringostarr Treb che, sfortunato nell’Amerique, ha confermato di poter dire la sua a questi livelli. Fuori quadro gli altri italiani.

Fral

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