Il Mipaaf di Abate come l’Unire di Panzironi

Incredibile ma vero

E’ una famosa pagina della settimana enigmistica dove vengono elencate le stranezze dal mondo.
E tra le cose incredibili ma purtroppo vere c’è la difesa del direttore Francesco Saverio Abate da parte dei cantori ministeriali.
Il “povero” direttore deve essere elogiato e non attaccato in quanto fa i salti mortali per distribuire i pochi soldi disponibili.

Ma di chi è la colpa di questa situazione?

Chi ha predisposto i calendari e il palinsesto che fanno calare del 16% le scommesse ogni anno?
Chi non ha vigilato sulle somme impegnate per le corse estere? Errore che è costato un calo di 2,5M nello scorso dicembre?
Chi non ha vigilato nella predisposizione della classificazione degli ippodromi cosi da escludere la Sardegna del galoppo e la Sicilia del trotto dal panorama nazionale?
Chi ha predisposto un taglio del 25% a marzo nonostante il taglio in finanziaria fosse del 10%?
Chi ha detto “Se rimangono 5 ippodromi chi se ne frega” (Saverio Abate all’Organismo, 13 ottobre 2016);
Chi ha detto che la giustizia sportiva non può uscire dal ministero perché l’ippica è uno sport sui cui è possibile effettuare scommesse riconosciute dallo Stato, ignorando che anche sul calcio e molti altri sport è possibile giocare (Saverio Abate all’Organismo, 25 maggio 2017)?
Chi non sta facendo nulla per riportare il trotto in Sicilia dopo la chiusura dell’ippodromo di Palermo?
Chi ha contribuito con una classificazione degli ippodromi avulsa da qualsiasi criterio meritocratico alla cessione dell’ippodromo della Maura, facendo scomparire il trotto dalla Lombardia? Un’operazione che non ha nessun risvolto ippico ma solo immobiliare e che potrebbe determinare il de profundis dell’ippica italiana.

Se il “povero” direttore deve fare i salti mortali, cosa sono costretti a fare allevatori, proprietari allenatori e gli altri operatori che ricevono i soldi ogni 150 giorni?

Per non parlare di centinaia di lavoratori che hanno perso il posto  anche per l’incompetenza e l’arroganza di chi pretende di gestire l’ippica rispondendo solo a logiche politiche senza sapere cos’è una corsa di cavalli.

Sembrerebbe che i continui tagli al montepremi e alle giornate di corse, la chiusura di ippodromi, il calo verticale delle scommesse, la diminuzione dei posti di lavoro per il Mipaaf e qualche cantore a gettone siano una cosa più che sopportabile. Non ucciderebbero nessuno, al massimo costringerebbero qualcuno a rubare e qualcun altro a cambiare lavoro.
Per quelli che non vogliono vivere onestamente, in fondo, rimarrebbe tutto come prima.

Caro Saverio, Panzironi ti ha istruito bene.

Il tuo Mipaaf sembra una succursale della sua Unire.

Quando c’è da fare tabula rasa non avete avversari.

Organismo Ippico Italiano

Di

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